Nelle vecchie foto ingiallite di Maria d’Agostino non la si vede mai ritratta senza il quadro della Madonna dell’Altomare o senza le lunghe file interminabili di gente venuta da molto lontano, per renderle omaggio. E’ la storia di un culto che ad Orta Nova, nei primi anni del dopoguerra, avrebbe potuto tranquillamente raggiungere la portata e la fama del vicino Padre Pio di San Giovanni Rotondo ma, per una serie di motivi, oggi pare finito nel “dimenticatoio”.

marietta-orta-novaLa “leggenda” popolare prende le mosse dal lontano 1916, quando la giovane Maria, affetta da un gravissimo male, decide di recarsi da sola ad Andria dove già dal 1500 si adorava la Madonna dell’Altomare. Giunta alla città dei tre campanili si fece segnare la fronte con l’olio benedetto della lampada della Vergine Maria e, sulla via del ritorno, con 3 centesimi comparsi miracolosamente nelle tasche del suo grembiule acquistò un grosso quadro della Madonna dominatrice dei mari. Una volta tornata ad Orta Nova, Marietta guarì miracolosamente, si sposò ed ebbe tre figli. Ma l’evento che sicuramente segnò la sua vita fu quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, si accorse di avere dei doni di guarigione. Con le visioni della Madonna dell’Altomare si dice che Marietta ebbe anche il dono della preveggenza; mentre nel frattempo la sacra effigie, conservata nell’abitazione dei coniugi Balsamo, continuava a dispensare guarigioni ai visitatori.



Per grazia ricevuta, migliaia di devoti lasciavano quadri, ciocche e trecce di capelli, veli nuziali, oggetti in oro e somme di denaro. E fu proprio con queste donazioni, provenienti da tutte le parti d’Italia e anche dall’estero, che Maria e suo marito Ciro, riuscirono nel 1945 a porre la prima pietra per la realizzazione della cappella di Via Ordona, dove fu predisposto l’altare con il quadro miracoloso. Questo fu il momento di massima diffusione del “mito” di “Mariett la Madonn”, ma evidentemente qualcosa stava per cambiare. Le autorità ecclesiastiche, infatti, continuavano ad apprendere con diffidenza le notizie relative ai miracoli di Orta Nova e quindi iniziarono a giungere da Roma le prime lettere di diffida. Anche il rapporto con le Istituzioni Pubbliche non fu mai idilliaco tant’è che, per motivi mai chiariti nel corso della storia, la stessa Marietta fu più volte arrestata. Queste vicende lasciarono degli strascichi importanti nell’opinione pubblica e così lentamente si andò perdendo quel punto di riferimento che fu Marietta.

Dopo la morte, avvenuta nel 1977, i suoi presunti doni di guarigione sono spariti insieme a lei, e i figli non hanno potuto che vivere di ricordi e di corrispondenze dei devoti da tutte le parti del mondo. Il quadro della Madonna dell’Altomare è oggi conservato nella nuova Chiesa di Via Ponticello. La parrocchia dell’Altomare ogni anno festeggia in Agosto, la propria festa, ma da quando non c’è più “Marietta la miracolosa” davanti al carro della Madonna, non è più lo stesso.



Ciò che resta del culto. La grande ressa di pellegrini provenienti da tutte le parti d’Italia è sparita assieme a Marietta, dal 1977. Sono cambiate le generazioni e anche i luoghi, ma ancora oggi ad Orta Nova rimane l’affetto e la devozione dei fedeli nei confronti del quadro, conservato nella Parrocchia dell’Altomare. La vecchia cappella costruita da Marietta, invece, è stata riqualificata di recente e riaperta durante il paroccato di Don Donato Allegretti. Di solito viene riaperta soltanto per la cerimonia delle Palme, per dare spazio ai riti della Settimana Santa. A segnare una certa continuità tra i luoghi che erano e quelli che sono, ogni anno il tradizionale carro della Festa della Madonna dell’Altomare, passa davanti a Via Zampari – prima abitazione di Marietta – si ferma per pochi secondi e riparte verso la Chiesa Nuova.

5 COMMENTI

  1. Sono andato anch’io con mia mamma da Marietta nella vecchia chiesetta per una grazia quando ero bambino e l’ho ricevuta i medici con meraviglia non hanno capito sono rimasti con il dubbio dico di proclamarla Santa.

  2. Nel 1955 mio padre fù operato di ulcera duodenale,e il chirurgo sbagliò l’operazione recidendogli non so quale
    arteria. Comunque per nascondere il tutto chiuse l’arteria con una pinza chirurgica di una ventina di centimetri.
    Chiuse il tutto, e disse a mia madre che non si poteva fare niente, stava morendo a causa di un male incurabile. Mio padre dopo qualche tempo si riprese, ma soffriva di fitte forti allo stomaco, gli fecero delle lastre
    e notarono queste pinze nello stomaco. Si operò dopo tre mesi a San Severo dal prof. Cerulli, e per ben sette ore durò l’operazione. Comunque dopo qualche mese si riprese. Andammo a Ortanova da Mariett, e ci disse che nell’equipe medica c’era anche lei mostrando a mio padre anche una foto. E quando mio padre era in terapia intensiva chi gli asciugava il sudore era lei. Comunque io ci credo ciecamente, e le pinze chirurgiche erano nella cappella come ex voto, se è possibile averle sarei l’umo piu felice del mondo mio padre si chiamava TOTARO ANTONIO di Manfredonia.

  3. Nulla è scomparso finché è la fede che lo mantiene vivo.
    Marietta è stata una mediatrice tra l’uomo e la Madonna dell’Altomare.
    Non mi prolungo , ma Marietta è ancora presente, seppur solo nella memoria di molte persone, ma lo scetticismo di oggi potrebbe cancellare il suo ricordo.
    La Madonna mi ha salvato ben due volte da morte clinica, e solo invocandola con cuore sincero, ciò che si chiede viene dato.❤️🌹

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