Si è tenuto, in seconda convocazione, nel pomeriggio di giovedì 24 novembre, l’atteso consiglio comunale di Orta Nova. L’assise, prevista per lo scorso mercoledì era stata rinviata al giorno seguente dopo che non era stato raggiunto il numero legale, sia per l’assenza tra i banchi della maggioranza dei consiglieri Ballatore e Lops e sia per l’uscita prematura dell’opposizione.  “Questa amministrazione non ha più la maggioranza in consiglio” – aveva affermato in quell’occasione il consigliere di minoranza Lorenzo Annese.

Poi l’assemblea si è svolta regolarmente al giorno successivo, con ben 13 punti da discutere, molti dei quali alla fine sono serviti per prendere atto della situazione d’immobilismo che sta attraversando l’ente sovracomunale dell’Unione dei Cinque Reali Siti. Mentre il Prefetto, Maria Tirone, minaccia di sciogliere questo organo di sintesi tra i comuni limitrofi, la maggioranza di Orta Nova, secondo le accuse mosse dalle opposizioni, si sarebbe proposta di deliberare dei provvedimenti in direzione opposta all’auspicata risoluzione dell’impasse burocratica amministrativa dell’ente sovracomunale.

Durante la riunione fiume (quasi 6 ore di discussione), sono stati toccati diversi argomenti, molti dei quali ostici e molto tecnici, ma tutti uniti da un filo rosso che conduce inevitabilmente alla valutazione della volontà aggregatrice tra i comuni del comprensorio. In particolare, è stato approvato il Documento Unico di Programmazione (punto 2), in merito al quale la consigliera Attini ha fatto notare che alla missione numero 9 ci fossero delle discordanze tra il rapporto contingente con la Sia e quanto programmato nel DURP.

Di particolare rilievo è stato il punto attraverso il quale si è provveduto all’adesione alla Centrale Unica di Committenza del Tavoliere, alla quale ha fatto seguito (punto 5) il regolamento disciplinare per l’albo dei fornitori. La centrale per l’espletamento degli appalti sarà condivisa dai Comuni di Orta Nova, Stornarella e Cerignola, mentre Ordona, Carapelle e Stornara hanno formato una Cuc dei Reali Siti che fa storia a sé e che ha comunque sede fisica al di fuori dell’ente sovracomunale. Sul punto è stato molto critico Pasquale Ruscitto, presidente del consiglio dell’Unione dei Cinque Reali Siti.

“Così si decide di far morire l’Unione” – ha affermato. “Ho apprezzato le parole del sindaco Tarantino sulla necessità di continuare questo percorso di condivisione. Ma dalle delibere della maggioranza si sta andando in direzione totalmente opposta. Avevamo un’opportunità per dare un senso all’Unione, facendo una centrale di committenza unica tra i Cinque Comuni, con un ruolo preponderante di Orta Nova, eppure abbiamo deciso di accodarci ancora una volta a Cerignola, nonostante gli altri comuni fossero d’accordo. Così si dà una motivazione in più al Prefetto per sciogliere questo ente sovracomunale”.

Dopo che Ruscitto ha richiesto di posticipare il deliberato sul punto, i tecnici del Comune hanno precisato che anche in un secondo momento Orta Nova potrà dare le dimissioni dal CUC del Tavoliere, qualora si dovesse formare una Centrale Unica in seno all’Unione.  E proprio di questo si è discusso con i sindaci nella mattinata successiva a Palazzo Ex Gesuitico (in foto).

Dopo che il Consiglio ha comunque approvato il punto è intervenuta Iaia Calvio che ha ripercorso la storia infelice dell’Ente. “L’Unione dei Cinque Reali Siti è stata creata fondamentalmente per gonfiare degli stipendi. Negli anni passati è andata così, per questo si capisce come si è giunti ad una situazione come quella che abbiamo oggi. Stiamo parlando di uno strumento che, se non viene opportunamente supportato da una struttura tecnica adeguata, non ha modo di funzionare”.

La risposta è giunta sempre da Ruscitto: “stiamo cercando di far passare numerose proposte positive – spiega – ma è chiaro che se il presidente della commissione Riforme (ndr.Ballatore) in sua assenza impedisce agli altri di riunirsi per discutere le modifiche allo Statuto, tutto si blocca e non si progredisce”.

Infine la proposta di Annese. “Chiediamo a ciascun consiglio comunale dei 5 comuni di convocare un’assemblea monotematica per rinnovare la loro volontà di far parte dell’Unione, soltanto così possiamo capire chi ha ancora interesse a restare e chi no”. La proposta è stata accettata dalla maggioranza ortese.

 

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