E’ l’argomento del momento, oggetto della contesa tra le parti politiche di Orta Nova. Il bando attraverso il quale la maggioranza ha deciso di esternalizzare la gestione dell’illuminazione pubblica e il relativo ammodernamento della rete è stato trasmesso da alcune settimane alla Centrale Unica di committenza del Tavoliere.

La proposta argomentata dapprima in Giunta e poi in consiglio comunale ha destato da subito le ire del consigliere d’opposizione Lorenzo Annese, capogruppo de I Riformisti, che ha definito il provvedimento come “un pacco di Natale che questa amministrazione sta porgendo a qualche ditta amica”.

La notizia delle ultime ore però è quella apparsa sul portale online della CUC: “la gara inerente il Partenariato Pubblico e Privato per il servizio di gestione integrata e manutenzione degli impianti comunali di pubblica illuminazione – si legge –  per motivi organizzativi è stata spostata al 03 febbraio 2017”.

Secondo quanto è stato reso noto dalla maggioranza, il bando così come redatto in precedenza avrebbe dovuto affidare alla ditta assegnataria la gestione dell’appalto per una durata di 25 anni e per un importo complessivo pari a € 7.457.322,00 più IVA al 10%, per un totale di € 8.203.054.

Le prime critiche hanno riguardato il costo complessivo spropositato per l’esternalizzazione, in merito al quale l’assessore ai lavori pubblici Laura Spinelli aveva chiarito che attraverso l’ammortamento e il risparmio dovuto alle nuove installazioni a led il comune avrebbe risparmiato, nel lungo periodo, sugli effettivi consumi per garantire il servizio pubblico alla città. Dall’opposizione avevano prospettato la possibilità di provvedere all’ammodernamento dei 2800 corpi luminosi con risorse interne senza il coinvolgimento di attori privati, ma la maggioranza ha subito stroncato tale possibilità dichiarandola insostenibile per i bilanci.

Poi si è discusso il tema della durata, quei venticinque anni che da contratto terrebbero in vita questo partenariato pubblico – privato, nonostante col passare degli anni le tecnologie potrebbero cambiare rapidamente e i termini del rapporto potrebbero divenire svantaggiosi per l’ente. Sulla scorta di ciò, il consigliere Annese aveva richiesto di ridiscutere e rinviare questo provvedimento, usando parole tutt’altro che velate: “In questo modo stiamo ipotecando il nostro comune per una durata che va ben oltre l’operato di questa amministrazione che, dunque, non ha le competenze per avviare un percorso così a lungo raggio senza coinvolgere le altre parti politiche” – così si era espresso Lorenzo Annese che, durante il suo intervento aveva anche sottolineato come il provvedimento “sarebbe stato architettato per arricchire i soliti amici degli amici”.

Adesso è giunta la proroga per un bando così importante e le motivazioni più realistiche si rifanno o all’apertura di una discussione interna sul da farsi oppure all’attesa di qualcuno che  avrebbe ancora da formulare l’offerta più vantaggiosa, di quelle che non si possono rifiutare. A tenere alta l’attenzione e a fomentare questi dubbi sono ancora i riformisti che, all’indomani della proroga, si sono espressi in questi termini cercando di intenderne le reali motivazioni.

“La gara per l’affidamento per 25 anni della pubblica illuminazione con scadenza del 22 dicembre 2016 è stata prorogata al 3 febbraio 2017, chissà perché” – chiedono in una nota stampa. “Nel frattempo hanno deliberato di assumere a tempo determinato e per due anni e quattro mesi un consulente esterno, ingegnere o architetto, in quanto l’attuale consulente esterno scadeva il 31 dicembre 2016. Dicono che non hanno personale idoneo. E l’ingegnere dell’ufficio tecnico quali mansioni svolge? Nel frattempo l’Autorità Nazionale Anticorruzione nel mese di Novembre 2016 ha emanato le linee guida obbligatorie ed in vigore da subito, sia per la nomina del RUP, che dei Commissari per la gara. Adesso vedremo come andrà a finire”.

 

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