Per una volta la pace e la reciprocità senza secondi fini si sono presi la scena ad Orta Nova. In una città dove anche la semplice esteriorità e le parole di circostanza spesso sono venute a mancare nelle occasioni tristemente rilevanti, era necessaria una dimostrazione collettiva dal forte impatto. Così è stato. Ha avuto grande partecipazione la Marcia per la pace organizzata dalla Diocesi Cerignola – Ascoli Satriano. Non è stata casuale la scelta di Orta Nova, ambientazione protagonista, suo malgrado, nell’ultimo periodo, di un’escalation criminale che non poteva passare inosservata.

DSC_0029In occasione della Giornata della Memoria per le vittime dell’Olocausto, la Curia ha deciso di organizzare un corteo coinvolgendo tutte le parrocchie dei Comuni limitrofi, le associazioni locali e le realtà che si spendono per la legalità, alcune delle quali provenienti anche da Cerignola. Il risultato è stato un evento che resterà nella memoria collettiva, perché così non se ne vedevano da tempo. “Uomini e donne in cerca di pace” è stata un’occasione per piantare radici di legalità, declinando quest’ultima sui temi che riguardano l’accoglienza, l’integrazione e la multiculturalità. E le centinaia di persone che hanno marciato, durante un freddo sabato sera di fine gennaio, hanno sposato a pieno questa iniziativa.

L’ITINERARIO. Si è capito subito che l’occasione avrebbe avuto una forte valenza simbolica già dall’itinerario prescelto. Partiti dalla Chiesa della BVM di Lourdes, al termine della Santa Messa presieduta dai vescovi Monsignor Luigi Renna e Monsignor Gaetano Di Pierro (originario di Orta Nova e missionario in Madagascar), il corteo ha preso vita in direzione di luoghi fortemente evocativi.

DSC_0051LEGALITA’. La prima fermata si è tenuta nei pressi della Caserma dei Carabinieri di Via Tommaso Fiore, dove lo scorso 12 dicembre si è verificata una sparatoria durante la quale è stato gravemente ferito una pregiudicato del posto. Dinanzi a questo luogo, marchiato a sangue dai recenti avvenimenti, ha preso la parola il portavoce di Libera – Cerignola, Gaetano Panunzio: “La memoria è importante. Dobbiamo portare al cuore la storia degli uomini e delle donne meritevoli e riscoprire il valore del noi, contro quello dell’io. E’ importante l’impegno in prima persona, senza il quale le nostre preghiere risulteranno vane”. Dopo aver rivolto un pensiero alle forze dell’ordine che operano alacremente sul territorio di Capitanata, tra canti e balli carichi di allegria, il corteo è ripreso in direzione di un altro luogo ferito di recente.

L’ASILO “FERITO”. La nutrita delegazione diocesana ha fatto fermata su Via Puglie, nei pressi dell’asilo nido che è stato avvolto da un incendio, di chiara matrice dolosa, lo scorso 10 dicembre. L’edificio era ormai prossimo alla consegna, ma è stato dato alle fiamme prima dell’inaugurazione, per circostanze sulle quali sta facendo chiarezza la Magistratura. Davanti a questo ennesimo totem della malvagità umana è intervenuta la rappresentanza dell’Istituto “Olivetti” di Orta Nova, formata dalla vicepreside Stefania Mastrangelo e dal professor Guglielmetti. Il Vescovo, dopo aver ricordato l’importanza della cultura e della formazione scolastica nella lotta ad ogni forma di violenza, ha fatto proseguire il corteo verso altre soste significative.

DSC_0065INTEGRAZIONE. All’incrocio tra Corso Lenoci e Via Papa Giovanni XXIII è stato affrontato il tema dell’accoglienza, in un territorio che per presenza di lavoratori stagionali, durante i mesi della raccolta pomodoro e della vendemmia, fa segnare numeri record. Sono persone che finiscono nella morsa del caporalato, sfruttati e poi abbandonati al loro triste destino, sotto l’indifferenza di tutti. Il tema dell’accoglienza è stato trattato attraverso la testimonianza di Herman (IN FOTO), un seminarista straniero che è stato accolto dalla Diocesi di Castellana e dalla Facoltà Teologica Pugliese. L’iniziativa si è conclusa davanti al Palazzo Municipale dove, per l’occasione, è stato sistemato – in segno di pace –  un albero di ulivo che poi troverà una collocazione secondo l’indicazione dell’Amministrazione Comunale.

Di particolare rilevanza è stato il momento dedicato al dialogo interreligioso, durante il quale il locale Imam musulmano e un rappresentante della Chiesa Valdese hanno espresso i loro auspici e le loro preghiere, non senza qualche mugugno da parte dei più disabituati a sentire orazioni in arabo; segno del fatto che iniziative di questo tipo vadano riproposte periodicamente.

DSC_0082METTERE IN PRATICA. Al termine dell’iniziativa il Vescovo, Monsignor Luigi Renna, ha fatto tesoro dell’invito di quanti hanno chiesto una riproposizione del corteo, questa volta tra le vie di Cerignola, un’altra città che ultimamente è tornata a tremare per colpa del racket contro gli esercizi commerciali. Sono gli uomini e le donne delle pace i primi chiamati ad aprire le braccia verso chi chiede aiuto, qualunque sia il colore della loro pelle. La consapevolezza che il dolore degli ultimi sia anche in parte colpa di chi non fa nulla per evitarlo potrebbe essere già un buon punto di partenza. “I migranti vanno accolti, non vanno lasciati soltanto ai volontari, ma sono nelle responsabilità di ognuno di noi. Se si sono macchiati di qualche delitto è perché sono più deboli di noi. Dobbiamo portare la legalità nella nostra quotidianità – ha affermato il Vescovo – altrimenti occasioni come questa non servono più di tanto. Soltanto con l’impegno collettivo e quotidiano possiamo riconquistare le nostre città”.

Su invito del Vescovo i convenuti hanno urlato a gran voce la ricetta della buona convivenza individuata da Papa Francesco durante la 51esima Giornata Mondiale della pace: “Accogliere, proteggere, promuovere, integrare”. Le parole hanno echeggiato a lungo in Piazza Pietro Nenni, nella speranza che non rimangano soltanto parole.

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