Il nesso tra il suicidio del giovane candelese e la descrizione del paese come omertoso non è così lampante, se non fosse per una spiacevole circostanza che ha visto protagonisti Claudio ed alcuni membri della Protezione Civile. Circa un mese prima del suicidio, infatti, il giovane aveva sporto denuncia alla Questura di Foggia per un pestaggio da lui subito lo scorso 6 Gennaio, legato – pare – alla sua relazione con una ragazza del posto.

Prelevato e condotto in un rustico di campagna, qui Claudio incontra la madre della ragazza che inveisce contro di lui, picchiandolo, minacciandolo di morte e diffidandolo dal continuare a frequentare sua figlia. Il tutto si complica quando, nel tentativo di difendere la ragazza dall’aggressione della madre, Claudio viene minacciato dalla sorella della stessa, in divisa di Protezione Civile, e picchiato e scaraventato in un fosso da un uomo con indosso, anch’egli, la divisa della Protezione Civile. In evidente stato di shock. Il ragazzo, una volta rientrato in paese, viene accompagnato all’ospedale Tatarella di Cerignola in codice giallo per dolori intercostali, trauma maxillo facciale e sospetta lesione alla milza.

A ciò segue quel periodo cupo e triste che lo ha portato, dopo neanche un mese, al suicidio. Giorni fatti di continue minacce e brutte voci messe in giro su di lui, come quella che si drogasse. Ed è proprio questo che denunciano i familiari e gli amici di Claudio: l’emarginazione a cui il giovane era stato relegato. C’è da dire, infatti, che in un paese di sole 2800 anime, è inverosimile che le autorità religiose, civili e militari siano rimaste all’oscuro di quanto accaduto e che, nonostante questo, nulla sia stato fatto per la sicurezza del ragazzo.

Il clima che si respira in paese non è dei migliori: c’è silenzio, rabbia, delusione tra la gente ed anche il sindaco, Nicola Gatta, che fino ad ora era rimasto in silenzio, con un post su Facebook sbotta chiedendo che non venga addossata all’intera comunità una vicenda privata, che non venga macchiato l’operato della Protezione civile per una questione privata di due dei volontari, immediatamente sospesi, e che non si etichetti più Candela come cittadina bigotta, omertosa e mafiosa.

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