Ci sono forme di povertà che non vengono intercettate dal welfare delle pubbliche amministrazioni e da quell’assistenzialismo che oggi è diventato il primo punto all’ordine del giorno delle forze politiche più suffragate. In un contesto di crisi economica, soprattutto al sud Italia, sono le associazioni e i semplici cittadini (quelli più fortunati) ad essere il primo fronte d’intervento per scongiurare situazioni di disagio sociale.



IMG_1372E’ quanto accade da diversi anni in Via Zampari ad Orta Nova, dove vive una famiglia di indigenti composta da un anziano di oltre 70 anni e due figli (un uomo e una donna di mezza età). Questo nucleo familiare è stato letteralmente adottato dai vicini che abitano lo stesso quartiere, un comitato spontaneo di 15 famiglie che fornisce loro aiuti materiali all’occorrenza. E’ certamente una forma di altruismo e carità, ma in tutta questa buona predisposizione verso il prossimo c’è anche il legittimo interesse di chi vuole evitare scene di degrado quotidiano ad un tiro di schioppo dalla propria abitazione. Infatti, i tre residenti del piano terra di quasi 45 metri quadri, affetti da gravi deficit mentali e caduti in una situazione di estrema povertà, si trovano a compiere atti che vanno ben oltre la soglia del decoro nel bel mezzo della strada.

“Ma siamo figli dello stesso Dio” – racconta Luigi Lionetti, uno dei vicini benefattori che ha preso a cuore la storia di questa famiglia. “Da anni questa famiglia vive senza acqua, dopo che l’acquedotto ha messo i sigilli sull’utenza a causa del mancato pagamento delle bollette. Tempo fa ci siamo adoperati per sistemare i sanitari del bagno della loro abitazione e per mettere fine allo spettacolo indegno di vederli scaricare per strada i loro bisogni”. 

Proprio davanti alla loro abitazione si scorge il marciapiede annerito a causa dei continui sversamenti di feci nel tombino. Una situazione che potrebbe creare problematiche a livello igienico – sanitario. Anche per questi motivi gli abitanti del quartiere non hanno rimorsi sulle spese che hanno dovuto sostenere per aiutare questa famiglia di indigenti, ma al contempo chiedono maggior attenzione a chi di dovere per migliorare il loro status. In passato i residenti della zona si sono rivolti al CIM di Orta Nova per ottenere lumi in merito ad eventuali soluzioni e per cercare di introdurli in istituti di cura che potrebbero alleviare il loro malessere psichico. Ad oggi niente è stato risolto e queste persone sono state totalmente emarginate dalla società.

“Per di più vengono anche presi in giro dai ragazzini, che a volte gli fanno anche dei dispetti” – continua Lionetti. “Questa situazione è inaccettabile, per questo ci appelliamo ai servizi sociali del Comune di Orta Nova affinché si preoccupino di dare un aiuto concreto a queste persone che, a causa della loro patologia, non sono neanche nella condizione di gestire e amministrare la pensione di invalidità che percepiscono”. 



1 COMMENTO

  1. Un plauso a queste famiglie che si prodigano per il prossimo e a voi di Il Megafono che portate a conoscenza, di tutta la cittadinanza ortese, di queste situazioni.

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