Sconosciuto ai più, Nicholas Blake, pseudonimo di Cecil Day Lewis, è stato uno degli autori più apprezzati e prolifici del filone giallo britannico dagli anni Trenta agli anni Sessanta. La belva deve morire è uno di quei romanzi che rendono i gialli vera letteratura. Strutturata in tre grandi parti, quest’opera è al tempo stesso epistolario, racconto in prima persona e racconto in terza persona. La scrittura brillante rende il romanzo snello e scorrevole: Blake riesce a ricreare momenti di suspence alternati a momenti di calma e di riflessione. Interessante anche la scelta di fare uno scrittore di gialli il protagonista della storia; questo permette a Blake di svelarci alcuni retroscena della scrittura dei romanzi gialli. La belva deve morire ha spunti filosofici interessanti e una trama davvero avvincente. Fino alla fine, l’intreccio è molto intricato e solo nelle ultime pagine viene risolto e si scopre l’assassino. Un libro straordinario, che però oggi è fuori catalogo: mi auguro che presto possa tornare nelle librerie!
Se fosse cibo:
Un bicchiere di Porto consumato dopo i pasti seduti in salotto.
Racchiuso in una frase:
Ho deciso di uccidere un uomo. Non so chi sia né dove viva, non ho nessuna idea di che tipo sia. Ma lo troverò e lo ucciderò. (p. 5)
Non sono disposto a scartare questa coincidenza come del tutto impossibile. Se un certo numero di scimmie avesse continuato a giocare per un certo numero di secoli con delle macchine per scrivere, avrebbe prodotto tutti i sonetti di Shakespeare: questa è una coincidenza straordinaria, tuttavia scientificamente possibile (p. 120)
Edizione Utilizzata:
Nicholas BLAKE, La belva deve morire, Mondadori – De Agostini, Novara 1991
Dove trovare il libro:
Come già scritto nella recensione attualmente risulta non disponibile nelle librerie.  E’ facilmente reperibile su libraccio.it e nelle bancarelle online dell’usato (www.comprovendolibri.itwww.abebooks.it)

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