“La povertà non è privazione, è isolamento” afferma il sociologo e giornalista canadese Malcolm Gladwell in una delle sue più celebri trattazioni. Ed è proprio l’isolamento il tratto caratteristico della triste storia che ha tenuto in apprensione il Comune di Orta Nova nelle ultime ore.



Nella giornata di sabato avevamo denunciato la scomparsa di un anziano indigente del posto, Ciro Cassese di 79 anni, di cui non si avevano più notizie da almeno due giorni. L’anziano era poi stato ritrovato (anche grazie alla notizia pubblicata sul web) in pessime condizioni in una zona periferica della città e trasportato di corsa presso l’ospedale “Tatarella” di Cerignola.

Oggi abbiamo appreso che l’anziano non ce l’ha fatta e si è spento durante la notte scorsa nel reparto rianimazione dello stesso nosocomio, nella più totale indifferenza di una città d’appartenenza che lo aveva abbandonato ancora prima della sua dipartita. Soltanto alcuni mesi prima, infatti, avevamo raccontato dalle colonne del nostro giornale, la situazione incresciosa di estrema povertà in cui l’anziano, con i suoi due figli, era costretto a convivere in una casa fatiscente di Via Zampari ad Orta Nova. (http://ilmegafono.eu/2018/05/11/questa-strada-adottato-famiglia-indigenti-comune/).



Dopo la nostra denuncia nulla si è mosso e la condizione di questo nucleo di indigenti è andata via via peggiorando con alcune famiglie del quartiere che si erano adoperate quanto meno per garantire loro il minimo indispensabile. Alla mancanza dei beni di prima necessità e alla scarsa condizione igienica in cui vivevano (e vivono) si sono sempre aggiunti i toni di scherno di tanti ragazzi che da generazioni li bersagliano, a volte andando anche oltre le “semplici” ingiurie e gli sfottò. Oggi “Cicinill” – così era noto l’anziano deceduto – ha messo da parte le afflizioni terrene nella speranza che qualcuno, almeno adesso, si occupi dei due figli, altre due mine vaganti che attendono di esplodere nel silenzio degli indifferenti.

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