Orta Nova, quattro arresti per furti d’auto. Messaggi in codice e “cavalli di ritorno”

0
1985

Le intercettazioni telefoniche sono risultate determinanti per le indagini che hanno permesso al comando di Carabinieri di Foggia di sgominare una banda di quattro persone, specializzate nei furti di autovetture e nell’attuazione del classico “cavallo di ritorno”. I quattro malviventi denunciati, tutti residenti ad Orta Nova, utilizzavano dei messaggi in codice per comunicare tra di loro le modalità con le quali avrebbero dovuto estorcere un riscatto in denaro alle vittime dei furti messi a segno qualche giorno prima. Sarebbero almeno una dozzina i casi simili scoperti dagli agenti dei Carabinieri, nell’area del basso Tavoliere, dal 2014 a oggi, tra trattative andate a buon fine ed altre invece che non hanno ottenuto la collaborazione delle vittime. Tra le persone fermate, Nicola Sinisi, di 43 anni, e Antonio Battaglini di 28, entrambi condotti in carcere. Ad Angelo Santoro (36 anni), sono stati concessi gli arresti domiciliari. Stessa sorte è toccata a Michela Labellarte (42 anni), consorte del Sinisi. Secondo quanto accertato dai militari, la base operativa del gruppo era proprio il comune di Orta Nova, dove agivano indisturbatamente già da alcuni anni. Per i furti perpetrati ai danni di numerosi e ignari cittadini, la banda allargava il raggio di azione ai restanti comuni del comprensorio dei Cinque Reali Siti (Ordona, Stornara, Stornarella, Carapelle). Dal comunicato diffuso dal Comando Provinciale dei Carabinieri, si comprende come Sinisi fosse la figura centrale di tutta la banda. A lui sarebbe riconducibile la commissione di furti e delle ricettazioni di autovetture. Il suo braccio destro era Battaglini, il quale aveva l’incarico di sottrarre le autovetture ai legittimi proprietari. Santoro aveva il compito di restituire i mezzi qualora questi avessero accettato il pagamento della somma richiesta. Le trattative telefoniche venivano svolte dalla moglie di Sinisi, che era solita chiedere inizialmente € 5000, salvo poi ritrattare a cifre inferiori una volta che gli interlocutori si dimostravano poco disposti a corrispondere una tale somma di denaro. In media, da ogni riscatto, l’organizzazione sgominata riuscita ad ottenere almeno € 2000 per la restituzione delle auto. Il ruolo centrale della figura di Sinisi sarebbe confermato dal fatto che molti cittadini di Orta Nova, negli anni, si sarebbero rivolti direttamente a lui per riottenere un’autovettura rubata, riconoscendo in capo all’uomo una certa “esperienza” nel settore. Dalle intercettazioni emergerebbero anche i codici linguistici cifrati utilizzati dai quattro per coordinarsi nelle operazioni. “La lasagna non la vogliono più”, era la frase per indicare una trattativa fallita, oppure “La bicicletta ha le ruote sgonfie, pompale un po’ di più” per indicare un’offerta troppo bassa. Inoltre, durante il periodo di indagini, Battaglini, avrebbe dimostrato una particolare spregiudicatezza, violando anche la misura cautelare degli arresti domiciliari a cui si trovava sottoposto. Anche per questa ragione, le autorità hanno disposto nei suoi confronti, così come per Sinisi, la massima misura cautelativa, assegnando i due alla casa circondariale di Foggia.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO