Il vescovo di Cerignola- Ascoli Satriano, monsignor Luigi Renna, negli scorsi giorni ha visitato le classi dell’Istituto “A.Olivetti” di Orta Nova. Un tour che rientra nella volontà di conoscere gli alunni della zona dopo la sua nomina a capo della diocesi. Classe ‘66, mentre frequentava il seminario da esterno, era alunno del liceo classico di Andria. Ha raccontato di quegli anni agli studenti delle ultime classi che dovranno affrontare gli esami. Con affabilità, grande dimestichezza nel dialogo con i giovani, dando il suo insegnamento in modo semplice e, parlando di Dio e di fede  in un’età di domande e formazione di sé, come un pastore che guida e consiglia. “La ricchezza dei 5 Reali siti siete voi – ha detto – spero che tra i vostri sogni ci sia quello di rimanere in questo luogo per cambiare”.  

 

Ha espresso il suo apprezzamento per la scuola Olivetti in cui si abbinano il versante pratico, con l’indirizzo professionale e ottico, e quello umanistico del liceo classico e delle scienze umane. “La vita – ha detto rivolgendosi ai ragazzi – è più ricca della divisione lettere/ cose pratiche”. Poi legge un messaggio sul cellulare: è un appuntamento che i suoi ex compagni di liceo lasciati nel 1984, le ultime classi tutte a componente maschile, gli hanno comunicato per rincontrarsi. Uno di loro è Francesco Giorgino, giornalista e volto noto della tv, “un sogno in cui credeva  e che ha realizzato. Credete anche voi nei vostri sogni, vi aspetta una vita in cui potete essere protagonisti, nel mondo del lavoro entrate senza compromessi, meglio un lavoro umile piuttosto che essere schiavi e non liberi”. Ha insistito sull’attenzione e l’amore per la propria terra: “Se un giorno dovreste lasciare Orta Nova che non sia come l’avete trovata ma migliore. Non è Ippona che fa grande Agostino ma Agostino che fa grande Ippona, dunque non dipende da dove nascete ma da quello che fate voi”.

I ragazzi erano curiosi di sapere quando avesse scoperto la sua vocazione e monsignor Renna ha raccontato di come siano tappe, cose che si avvertono con la sensibilità e razionalità che varia con l’età, frequentava la scuola media e sentiva questa forza in sé. Il rapporto con la fede, il sacramento della cresima che “crea dentro di noi un fiume carsico che riemerge, che ti fa capire che Dio ti ama e si serve di tante persone per arrivare a noi, di qualcuno che ci aiuti a scavare”.  Nella fase delle domande, sul tema del migliorare la città, l’appunto di un alunno è stato: “Quando vogliamo migliorare spesso gli altri non collaborano”. Il vescovo ha citato Paolo Borsellino e Gandhi, “persone lasciate sole ma che non hanno aspettato gli altri per fare il passo”.

Qualche battuta sugli esami: “Ma quando cominciano?”. Brusio in sala: “Ci benedice?”. Sorridendo mons. Renna ha esortato: “Certo ma voi dovete seminare”. Gli ha fatto eco il dirigente scolastico: “Non c’è nulla che si raggiunga senza sacrifici”. Il preside Giuseppe Russo ha accolto l’invito del vescovo all’incontro con gli studenti e anche la sollecitazione a mantenere contatti nelle diocesi tramite il professore di religione Don Ignazio Pedone.

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