Le istituzioni allo stesso tavolo per dare segnali di presenza e di condivisione di intenti. Ad un mese dal tragico incendio che ha interessato il sito archeologico di Faragola, la comunità di Ascoli Satriano si è riunita, all’interno della sala conferenze del Museo Civico, per apprendere, proprio dalla voce dei rappresentanti istituzionali, le linee di intervento per il recupero della splendida villa tardoantica, la cui esistenza è stata minacciata da un rogo sul quale la Magistratura sta ancora cercando di fare chiarezza.
L’incontro tenutosi nella serata di giovedì è stato il primo atto di una tre giorni, organizzata dalla Fondazione Apulia Felix e dal Comune di Ascoli Satriano, che ha l’obiettivo di tenere alta l’attenzione su un fatto grave che non può finire nel dimenticatoio così rapidamente. Per evitare che sulla cenere si posi anche la polvere, nelle due giornate successive si sono tenute delle visite guidate presso il sito archeologico sul quale sono ancora in corso interventi di recupero. Testimonianze di archeologici, analisi di storici ed esperti, spettacoli e concerti, animeranno il percorso tra le ferite di Faragola.
Questo perché, così come ribadito anche dall’assessore regionale al turismo, Loredana Capone, l’intento sarà quello di tenere aperto il cantiere e consentire ai turisti di prendere visione delle straordinarie evidenze archeologiche emerse, anche durante i lavori di ricostruzione delle nuove coperture. Sul territorio pugliese vi è già un esempio virtuoso in questo senso, quello della Chiesa di Santa Croce a Lecce, utilizzato in maniera paradigmatica proprio dalla stessa Capone. Qui, durante i lavori di restauro dello splendido rosone, è stato installato un ascensore all’interno dell’impalcatura, permettendo così ai turisti di vedere da vicino tutte le decorazioni della facciata. Una trovata geniale questa che ha consentito di aumentare le visite ed attirare l’attenzione dei turisti anche nel periodo dei lavori.
“Non appena partirà il nuovo cantiere  dobbiamo affermare il concetto di ‘cantiere aperto per lavori’ – ha affermato la Capone nel corso del dibattito – in modo che qualsiasi cittadino possa verificare quello che succede, controllare e vivere anche l’esperienza del restauro. Se si investe sul patrimonio dobbiamo essere orgogliosi e tutta la comunità deve lavorare per la sua sicurezza e fruibilità”.
22279954_1953938224891354_1914089843317961120_n“Sicurezza” e “fruibilità” sono le parole d’ordine per la rinascita di Faragola, seppur con un drammatico ritardo. La presenza della Capone al Museo Civico è stata importante per ribadire la volontà della Regione Puglia di tornare ad investire su un luogo che ha già attirato finanziamenti per oltre 3 milione di euro, andati in fumo dopo l’ultimo incendio. Da Via Capruzzi hanno assicurato un dispiegamento di risorse per 1,6 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai 500.000 euro stanziati dal MIBACT e alla raccolta fondi (giunta a circa 9000 euro) avviata dalla Fondazione Apulia Felix sia attraverso il proprio IBAN che attraverso la piattaforma di crowfounding Meridonare. Quest’ultime risorse serviranno ad organizzare altre iniziative per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni verso la cura e l’attenzione per i beni culturali del territorio. Vi è la maturata consapevolezza che questa volta non si possa fallire, che non sia ammissibile correre ancora il rischio di dover vedere vanificati ulteriori finanziamenti. Ma una volta individuate le risorse sarà necessario stabilire in maniera precisa i ruoli e le responsabilità della gestione, così come lo stesso sindaco ascolano, Vincenzo Sarcone, ha sottolineato nel corso del suo intervento.
“Ad Ascoli non brucia soltanto il patrimonio archeologico, ma quotidianamente vanno in fumo anche alberi, boschi, automobili, attività commerciali e speranze verso un futuro migliore” – ha sottolineato il primo cittadino. “Auspico una visione comune verso il recupero del sito, al fine di poter evitare il fenomeno dello scarica barile. Il nostro territorio ha la necessità di mettere in rete tutti i siti di interesse culturale, magari anche pensando di istituire un biglietto di ingresso. Oggi, per le difficoltà economiche degli enti, è impensabile offrire in maniera gratuita la cultura, né tanto meno è giusto affidarsi solo ed esclusivamente all’apporto dei volontari. Soltanto i professionisti – ha concluso il sindaco – potranno ridare lustro ad un sito, come Faragola, che è patrimonio dell’umanità”.
Per fare ciò servirà l’apporto dell’Università (assente il rettore Ricci che ha delegato il professor Cipriani), della Soprintendenza e della Chiesa, in una sorta di cordone difensivo da stringere attorno ad una speranza di rinascita e di progresso.

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