Il 22 gennaio il Comune di Ordona festeggia il patrono San Leone Vescovo. Nel mese di agosto, invece, secondo una prassi ormai consolidata, la comunità ordonese ricorda il patrono con la programmazione religiosa e quella ricreativa. Ma in quanti conoscono le origini di questa antica venerazione? La storia di San Leone Vescovo unisce idealmente il centro dei Reali Siti a quello di Ascoli Satriano, sulla scorta di manoscritti medioevali e tradizioni tramandate oralmente.



Discepolo di San Fotino di Lione (discepolo a sua volta dell’Apostolo Pietro), San Leone Vescovo, infatti, è considerato il primo pastore cattolico della Diocesi di Herdonea e di Ascoli. Di origine orientali, operò e visse sotto Papa Evaristo. Resse questa diocesi dal 105 al 174 d.C., diventando il riferimento per una zona strategica così importante per i commerci dell’epoca e per la storia romana che apparteneva alla epoche precedenti. Il Vescovo di Ascoli Pirro Luigi Castellomata eresse in onere di San Leone l’altare posto nella Cattedrale, il terzo della navata sinistra.



La più grande testimonianza scritta della vita di San Leone è presente su un manoscritto, trascritto dal canonico di Ascoli De Benedictis e più tardi dall’arciprete Giovine, anche lui di Ascoli, e per opera del sacerdote Michelangelo D’Aversa “diligentemente copiata” e conservata nell’archivio parrocchiale di Ordona l’11 marzo 1897. In questo manoscritto si parla della vita del santo e di come la comunità di Ordona abbia iniziato a venerarlo quando lo stesso si sposto’ dalla città degli scavi. Nella descrizione dei luoghi dove viveva il vescovo si parla della zona dei “tre serri” su cui insistono segni di costruzioni di una certa importanza.

In ragione di ciò si può ricondurre la figura di San Leone Vescovo al momento storico in cui l’insediamento di Ordona fu elevato addirittura a Diocesi fino ad essere assorbito poi in seguito dalla diocesi di Ascoli Satriano e da quella di Venosa.

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