Pavese una volta disse che “Niente è più inabitabile di un posto dove siamo stati felici” e chiunque abbia sofferto davvero sa quanto può essere vero, perché sa che ciò che gli occhi vedono non sempre corrisponde alla reale realtà.


Era il 2006 quando Gillian Flynn, scrittrice statunitense autrice del campione d’incassi. L’amore bugiardo, scrisse il romando Sharp Objec, tradotto erroneamente in italiano Sulla mia pelle mentre letteralmente significa Oggetti taglienti, acquisito poi dalla HBO per farne una serie in 8 puntate. Questa storia avvolta in un mistero sottile e ambiguo guida lo spettatore in un paesino di campagna ottuso e soffocante visto attraverso gli occhi di una giornalista a cui è stato affidato il compito di scrivere un reportage su alcune strane sparizioni di ragazzine.

Con una perfetta Amy Adams, che in questa serie ha dimostrato di essere un’attrice con gli attributi dando spessore ad un personaggio complesso e profondo come la protagonista Camille Preaker, seguiamo le “tracce dell’assenza” riflettendo sul significato che questa assume quando la sua avvenuta si manifesta in modo innaturale. Seguiamo le tracce del dolore, le tappe che non hanno continuità ma che si muovono come su di una scacchiera impazzita e impossibile da decifrare, i flash back che semplicemente non possiamo controllare e che stravolgono la realtà che coraggiosa cerca a fatica e con modalità discutibili ma non giudicabili di andare avanti.


La nostra protagonista si ritroverà dunque sul viale dei ricordi personale e sarà costretta a combattere battaglie lasciate in sospeso da troppo tempo. Dal rapporto asettico e contorto con la madre Adora, interpretata da Patricia Clarkson che si è guadagnata per questa serie il Golden Globe per il Miglior ruolo come attrice non protagonista, e protettivo e guardingo verso la sorellastra Amma, intercettata da una giovanissima Eliza Scanlen. Con Jean-Marc Vallée alla regia, famoso per le sue tecniche e il suo particolare talento per il montaggio ed i dettagli la serie si snoda in modo del tutto naturale e con dei divertenti “easter eggs” (in gergo cinematografico quei dettagli inseriti in momenti casuali che in realtà spiegano poi il  finale).

Per concludere in bellezza una soundtrack degna di HBO che fa di ogni dettaglio un punto di forza mai banale e sempre azzeccato che regala all’intera opera una completezza semplicemente perfetta. Disponibile su BOXSET di Sky, non vederla sarebbe un crimine. E la soundtrack andatevela a sentire su YouTube.

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