“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”. Seppur probabilmente a loro sconosciuto, si sono rifatti al pensiero dello scrittore Salinger i bimbi dell’Istituto “San Giuseppe” di Foggia, durante la loro visita speciale alla Biblioteca dei Ragazzi, lo spazio della Biblioteca Provinciale “Magna Capitana” di Foggia dedicato ai più piccoli. La giornata è rientrata tra le attività dell’Isola che c’è, il progetto (capofila L’Aquilone) selezionato a Foggia dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.



Quello della Biblioteca dei Ragazzi è uno spazio studiato su misura per i bambini e per i ragazzi da 0 a 18 anni, che possono muoversi liberamente tra gli scaffali e consultare ciò che preferiscono. Ed è quello che hanno fatto anche i piccoli alunni dell’Istituto, visitando tutti gli spazi della struttura e meravigliandosi della varietà di materiale al suo interno. “L’obiettivo della giornata è stato sia quello di far capire ai bimbi che a Foggia esiste un luogo dove l’approccio al libro è libero, bello e importante, consentendo loro di ritrovare e soffermarsi su storie che avevano già letto e cogliendo così quegli elementi che formano il pensiero narrativo – spiega Milena Tancredi, Responsabile della Biblioteca dei Ragazzi -. Ma abbiamo voluto anche consapevolizzare i genitori che ci sono luoghi sul nostro territorio dove si può stare assieme, facendo cultura con accesso libero”. Gli alunni della “San Giuseppe” stanno svolgendo con successo a Parcocittà le “Letture Piccine”, l’attività che punta al coinvolgimento genitori-bambini nella condivisione di emozioni e storie.



“Siamo partiti dal riscoprire fisicamente il libro e molti bambini hanno superato la diffidenza iniziale incuriosendosi e condividendo storie ed emozioni tra di loro e con i propri genitori – aggiunge Milena Tancredi -. Nostro dovere è dare loro libri di qualità, che donino qualità e ricchezza. Tutti elementi che possono contrastare la povertà educativa”. C’è speranza quindi nella lettura? “Assolutamente sì – conferma Tancredi – ci si può soffermare sui libri con la consapevolezza che le emozioni hanno un colore e si possono raccontare. L’approccio al libro crea un rapporto cognitivo e relazionale che nessun’altra narrazione può sostituire. L’entusiasmo che cogliamo ogni volta ci dimostrano che siamo sulla strada giusta”.

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