CASAMASSIMA (Ba) – In piena emergenza Coronavirus, andando a lavorare tra i suoi ciliegeti, si è accorto che gli avevano rubato tutto l’impianto di irrigazione. E’ accaduto ad Antonio Tricarico, dell’azienda agricola “Tricarico’s Cherries”, a Casamassima. Le immagini postate sulla pagina social dell’impresa di Casamassima hanno fatto il giro del mondo. “Ho voluto mostrare a tutti le difficoltà e lo scoramento di un agricoltore di fronte all’ennesimo furto, l’ennesimo danno perpetrato ai danni di persone che lavorano e cercano di farlo ogni giorno, nonostante mille difficoltà”. La Tricarico’s Cherries è un’eccellenza del territorio. Nelle annate buone, l’azienda è riuscita a produrre fino a 1000 quintali di ciliege di diverse varietà, tra cui la famosa Ferrovia.

“Sono 25 anni che facciamo questo lavoro”, ha spiegato Antonio Tricarico. “Anno dopo anno, però, la situazione è sempre più difficile. Le fitopatologie si sono fatte sempre più aggressive e complicate da combattere. I prezzi diventano sempre meno remunerativi rispetto al lavoro e agli investimenti. Oltre a questo, siamo alle prese con una frequenza sempre più alta di calamità naturali, gelate, bombe d’acqua e, negli ultimi mesi, un caldo e una siccità senza precedenti”, ha aggiunto il titolare dell’impresa di Casamassima. Le piante come i ciliegi hanno bisogno durante l’inverno di almeno 600-900 ore di freddo prima del risveglio vegetativo. Quest’anno il freddo non è arrivato. Abbiamo avuto l’inverno più caldo degli ultimi 200 anni. Gli alberi, le piante, sono esseri viventi: hanno bisogno di riposo per rigenerarsi. Questo significa che nel 2020 avremo una stagione dei raccolti probabilmente molto negativa. A tutto questo, poi, si aggiungono i furti. Mi hanno rubato perfino gli alberelli di selvatico che avevo piantato durante l’inverno”, ha dichiarato Tricarico. “Andiamo avanti, lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri collaboratori e alle loro famiglie, ma è sempre più difficile. La mia è un’azienda biologica, ma stiamo ancora aspettando i premi relativi al 2018 e 2019, mentre siamo quasi ad aprile del nuovo anno e per il premio relativo al 2020 non sappiamo ancora nulla. L’impressione è che gli aiuti e il sostegno all’agricoltura restino solo annunci e titoli di giornale. Serve un rilancio vero, occorre che al comparto primario sia garantito un futuro sostenibile per le famiglie, per i giovani che altrimenti continueranno ad abbandonare le campagne, per territori come il nostro dove si producono eccellenze”, ha concluso Antonio Tricarico.

ORTOFRUTTA, LA SPECULAZIONE DELLA GDO. L’emergenza Covid 19 non risparmia il settore ortofrutticolo. La chiusura dei mercati all’ingrosso sta mettendo in ginocchio l’economia delle aziende agricole. I mercati all’ingrosso rappresentano un servizio di pubblica utilità essenziale per le città, al fine di garantire l’approvvigionamento, la distribuzione alimentare e il controllo dei prezzi dei prodotti freschi, fungendo da piattaforma logistica per lo smistamento dei prodotti nei comuni in cui non ci sono i grandi supermercati. Come al solito non mancano le speculazioni. Assistiamo ad incrementi spropositati tra il prezzo pagato ai produttori agricoli e il costo ai consumatori. Parliamo di incrementi del 300-400% tra il prezzo pagato ai produttori agricoli e quello pagato dai consumatori. “E’ una catastrofe”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, “bisogna agire in fretta. I comparti ortofrutticolo e zootecnico sono quelli che in questo preciso momento sono in grado di portare sul mercato prodotti freschi e di prima necessità. Sono i due settori che, anche con questa pandemia, stanno producendo per sfamare l’intera nazione. A nulla serviranno i provvedimenti governativi se non si mettono in campo provvedimenti che non fermano la speculazione che penalizza gli agricoltori e i consumatori”. “Meritiamo rispetto”, ha aggiunto Felice Ardito, presidente provinciale di CIA Levante, “anche noi vogliamo stare a casa con le nostre famiglie al riparo, invece no ci si sveglia alle 5 ogni giorno per portare avanti le nostre aziende con i nostri dipendenti. Se continua questa situazione si fermerà davvero tutto  e l’intera nazione non avrà generi alimentari fondamentali per nutrirsi e rafforzare le difese immunitarie”. “L’orticoltura rappresenta un comparto fondamentale dell’agricoltura pugliese”, ha spiegato Sergio Curci, responsabile GIE Ortofrutta per CIA PUGLIA, “ poiché contribuisce con una quota di oltre il 30% alla formazione del valore aggiunto delle coltivazioni agricole regionale”. Con una superficie investita a ortaggi di oltre 100mila ettari, interessa oltre il 7% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) regionale e coinvolge oltre 7.200 aziende. In Puglia si coltiva circa il 20% della superficie complessiva nazionale destinata a ortaggi in pieno campo e solo l’1% degli ortaggi in coltura protetta. Il volume della produzione orticola regionale, infatti, supera 3,2 milioni di tonnellate e pone la Puglia al primo posto tra le regioni italiane per la produzione di ortaggi in pieno campo con il 22% del totale. In questo particolare settore, Foggia detiene il primato regionale con circa il 46% delle principali colture in pieno campo, seguono Bari col 20%, Brindisi con il 16%, Taranto con il 12% e Lecce con il 6%. “Apprezziamo il lavoro che sta facendo il ministro Teresa Bellanova, ma proprio mentre stiamo affrontando questa grande emergenza è necessario ricordare che gli agricoltori vengono da anni di emergenze. Il governo s’imponga con l’Europa, come ha chiesto il nostro presidente nazionale Dino Scanavino, per ottenere gli stanziamenti necessari a rilanciare tutto il comparto, senza dimenticare quindi le situazioni già drammatiche dei settori olivicolo, florovivaistico, zootecnico e delle altre aree produttive”, ha concluso Carrabba.

Comunicato Stampa
CIA Puglia

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