Quest’anno, a causa del Coronavirus e del conseguente divieto di assembramento, la tradizionale processione dei misteri di Orta Nova non si è tenuta. Un evento che ogni anno unisce la fede religiosa e la tradizione di tanti ortesi che nella notte tra giovedì e venerdì santo attraversano le strade della città con dei simulacri che rappresentano i personaggi e i momenti della Passione di Cristo. Queste statue vengono trasportate da oltre 200 portantini provenienti dalle parrocchie ortesi, dal mondo dell’associazionismo e dalla società civile. Un vero e proprio record di partecipazione su scala provinciale e forse anche regionale. Ma la sosta di quest’anno ci permette di riflettere sulla straordinarietà di questo evento e conoscerne le antiche origini.

LE STATUE. Dietro questa struggente celebrazione religiosa sono tanti i passaggi storici e gli aneddoti che hanno caratterizzato al contempo il percorso di crescita di un’intera comunità, attraversando la linea di confine del tempo e delle epoche. Le statue portate tra le strade della cittadina capofila dei Reali Siti risalgono alla prima metà dell’800 e sono rimaste pressoché invariate, salvo qualche restauro negli anni e l’aggiunta di qualche raffigurazione più recente. La processione si compone di figure che rappresentano i momenti salienti degli ultimi giorni di vita di Gesù. Le prime statue ad essere portate in processione sono quelle di Gesù al Getsemani, Gesù tradito e arrestato, Gesù al sinedrio, Gesù rinnegato da Pietro, e in coda la statua della Vergine Addolorata che viene preceduta dal penitente, in abito rosso con il volto coperto, che trasporta a piedi nudi la croce. Verso le ore 7 del mattino la processione ritorna davanti alla Chiesa della BVM dell’Addolorata (chiesa madre) dove si aggiungono altre 8 statue: Gesù flagellato, Gesù coronato di spine, Gesù caricato dalla croce, Gesù davanti alle pie donne, Gesù aiutato dal cireneo, il suggestivo gruppo delle Tre Croci e la Deposizione, la statua di più recente fattura di tutto il complesso in processione.

I MOMENTI. Tanti sono i momenti e le usanze che hanno caratterizzato questo toccante momento religioso nel corso della storia di Orta Nova. Già da alcuni mesi prima dell’uscita della processione si crea una sorta di tam tam tra tutte le realtà aggregative locali per dare i nominativi dei volontari che trasporteranno le statue. Dal sabato precedente, il giorno prima delle Palme, alcune statue vengono esposte all’interno della Chiesa vecchia dell’Altomare, un’usanza che di recente può godere dello splendido restauro dell’edificio di Corso Aldo Moro. Nella notte tra giovedì e venerdì santo le statue vengono trasportate verso la chiesa madre dove sostano in attesa della processione dei misteri. In passato le statue venivano posizionate all’interno della sede della confraternita del SS. Sacramento, dove tanti fedeli si recavano per lasciare offerte in denaro direttamente sulla cartapesta. Nella sera del Venerdì avviene solitamente il suggestivo incontro tra la Vergine Addolorata e la statua di Gesù morto che, alla presenza della croce e del simulacro di San Giovanni Battista, riuniscono in piazza tutta la cittadinanza assorta in preghiera. Viene portata in processione anche la reliquia con il legno originario della croce, che viene baciata dai fedeli in processione all’interno della Chiesa del Purgatorio.

I RESTAURI. Nel 2002 c’è stato il più importante restauro delle statue della Processione dei Misteri. I lavori sono stati eseguiti da una ditta di cartapestai di Lecce, specializzata in questi interventi.  I Gruppi statuari sono stati eseguiti sempre dalla stessa ditta diretta dal famoso cartapestaio Di Donfrancesco. Sono state diverse le famiglie ortesi che nel corso degli anni hanno finanziato questi lavori come segno di devozione. Tra queste si ricorda la famiglia  Lavacca. Nel 2003 il parroco Don Giacomo Cirulli (oggi Vescovo di Teano-Calvi) rivoluzionò l’organizzazione della processione dei Misteri, inaugurando il tradizionale appuntamento notturno per tener fede ai racconti biblici che collocano temporalmente la morte del Cristo in orario notturno. Con il passare del tempo l’evento è diventato sempre più di rilevanza cittadina, coinvolgendo tutte le realtà locali e non solo la Chiesa Madre e la confraternita del SS.Sacramento, organizzatori ancestrali della processione. Oggi rappresenta un evento imperdibile che racchiude non soltanto il “mistero” della morte e resurrezione di Gesù, ma anche tanti “misteri” e storie che sono anche le storie e le tradizioni di una città intera.

FOTO: PRO LOCO ORTA NOVA

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