Non si era ancora spenta l’eco degli incendi dolosi di circa cinque mila balle di fieno in contrada “San Giusto” e delle oltre due mila balle di paglia in contrada “Santissimo” – lungo la Troia/Castelluccio Valmaggiore – che, l’altra sera, una mano criminale ha dato fuoco a due biche di balle di paglia in contrada “Titoloni”, in agro di Toria. Nelle settimane scorse erano stati incendiati diversi ettari di grano in provincia di Foggia e circa 60 ettari di macchia mediterranea e di bosco in agro di Orsara di Puglia e di Faeto.

“Con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione, come gli incendi notturni di campi di grano e di biche di paglia e fieno le agromafie, facendo leva su una omertà diffusa, impongono i percorsi obbligati per il ritiro della paglia ed i prezzi dei prodotti agricoli” – sottolinea Grazia Manna, candidata alle regionali per il M5S.

L’attivista troiana ha poi riportato le parole di Loreta Colasuonno secondo cui molti pagherebbero il pizzo per avere una situazione di tranquillità in campagna. “In molti pagano il pizzo” – a detta della Vice Commissario di PS –, ma raramente arriva negli uffici preposti uno straccio di denuncia. Alla società civile, agli intellettuali, alla scuola, alla chiesa l’arduo compito di lanciare nuovi messaggi culturali e dare più forza alle Forze dell’Ordine ed alla Magistratura per porre un argine alla tracotanza di una criminalità che deve essere emarginata, costi quel che costi.

“Negli anni scorsi incendi di biche di balle si erano ripetuti in contrada Titoloni. Tutto lascia supporre, dopo incendi di ettari di avena e grano delle settimane scorse, che dietro le fiamme possa esserci la criminalità” – conclude la pentastellata. “L’assuefazione e l’accettazione supina di atti criminali può dar vita al dilagare di fenomeni malavitosi difficili da estirpare una volta messe le radici”.



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