In pochi lo sanno ma il territorio di Orta Nova (e più in generale il comprensorio dei Cinque Reali Siti) detiene una DOC (Denominazione d’origine controllata) relativa al vino rosso o rosato che è un vero e proprio tratto distintivo di questa parte della Capitanata e che oggi viene tramandato ai posteri dall’azienda agricola Ladogana. La Orta Nova DOC è stata creata nel 1984 proprio dalla lungimirante visione del compianto Saverio Ladogana, nello stesso anno in cui nasceva il Chianti Classico, un altro marchio italiano oggi tra i più famosi al mondo. Sebbene questa definizione di merito abbia più di 35 anni di storia, oggi è ancora poco conosciuta, nonostante sia uno dei pochi titoli del genere in tutta la provincia di Foggia.

DOVE SI PRODUCE. La DOC Orta Nova, nel rispetto dei parametri fissati nel disciplinare del marchio, prevede delle regole rigide a cui deve adeguarsi per chiamarsi tale. Innanzitutto le uve devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende in provincia di Foggia tutto il territorio amministrativo dei comuni di Orta Nova e Ordona e la parte idonea dei territori dei comuni di Ascoli Satriano, Carapelle, Foggia e anche Manfredonia. Una parte di territorio questa che, anche in base ai ritrovamenti archeologici, pare vocata all’agricoltura già da molti secoli, sin da quando i dauni compresero la fertilità del terreno.

COME SI PRODUCE. I vini “Orta Nova” Rosso e Rosato devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti composti dalla varietà di vitigno Sangiovese, molto diffusa in queste aree. Possono concorrere alla produzione di questi vini anche le uve provenienti dalle varietà di vitigni Uva di Troia, Montepulciano, Lambrusco Maestri e Trebbiano Toscano presenti nei vigneti, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 40% del totale. Poi ci sono le indicazioni relative al prodotto finito che, specificatamente per quanto riguarda il vino rosso, prevedono un colore che oscilla dal rubino al granato con riflessi arancione se invecchiato; un odore vinoso, gradevole e un sapore asciutto, armonico, di corpo, giustamente tannico; con un grado alcolico minimo di 12%.

“Come azienda agricola Ladogana – spiega l’enologo Vittorio Feola – continuiamo ancora oggi a produrre la DOC Orta Nova con un 100% di vitigno Sangiovese e aggiungendo la peculiarità della lavorazione biologica che contraddistingue la nostra azienda. E’ un prodotto che produciamo con sistema di coltivazione a spalliera, su terreni calcarei con moltissimo scheletro, con una produzione di 150 quintali per ettaro e una vendemmia che si svolge alla fine del mese di settembre”.

Il passato così abbraccia il presente, nonostante i tempi che cambiano insieme al variare della domanda globale in termini di produzione vitivinicola. Attualmente la “DOC Orta Nova” ha una degna rappresentanza nella linea dei vini “60 passi”, con l’etichetta “Tarù” che lo contraddistingue. Un vino che si presta molto bene alla ristorazione e che si definisce come biologico e anche vegano (ossia con zero utilizzo di materiali di origine animale nella lavorazione), nel pieno rispetto di quella terra da cui è nato e che fornisce a questa DOC un valore aggiunto.



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