Tommaso Sgarro non è più quello di sei anni fa. Quello che vinse il primo turno delle elezioni comunali del 2015 e poi fu sconfitto alla seconda tornata da Franco Metta. Tra queste vicende politiche e quelle che porteranno alle nuove elezioni dell’autunno 2021 ci sono tante altre storie, tante disfatte ma anche tanti traguardi raggiunti, dall’attività di opposizione tra le fila del PD, fino alla caduta di Metta, al commissariamento del Comune di Cerignola, passando dalla fuoriuscita dalla segreteria dem e alla fondazione di Noi – Comunità in Movimento. La costante resta la voglia di risollevare una delle città più importanti del Meridione che, dopo le terribili vicende che ha vissuto, sembra non crederci più. Tommaso Sgarro invece ci crede e concorrerà alla prossime elezioni comunali da candidato sindaco, godendo dell’appoggio di alcune componenti politiche che hanno già aderito al suo progetto (tra cui Azione Cerignola, Rifondazione Comunista, il Partito Animalista. Ma dove può arrivare la sua proposta politica? lo abbiamo chiesto al diretto interessato, in un intervista rilasciata a Il Megafono.

Con quale spirito si ripropone come candidato sindaco per Cerignola?
Con lo stesso spirito che ha animato la nostra attività di opposizione a Franco Metta, lo spirito che in questi mesi di commissariamento ci ha fatto porre l’attenzione sulle tematiche più rilevanti per i cittadini di Cerignola. In questi anni abbiamo fatto la gavetta e ora sappiamo quali sono i problemi che affliggono la nostra città, sappiamo dove poter intervenire subito perché abbiamo una fotografia chiara delle necessità del tessuto sociale e imprenditoriale.

Quali idee metterete al centro del vostro progetto politico?
In questi mesi che precedono la campagna elettorale effettivamente si è parlato poco di temi e molto di poltrone. Quello che mi preoccupa è che le forze politiche si stanno muovendo soltanto con logiche ragionieristiche e non con l’intento di costruire qualcosa di concreto attraverso le idee. Noi vogliamo partire dalla questione dei rifiuti, la cui gestione scellerata degli ultimi anni ha determinato la TARI più alta d’Italia e la svalutazione dell’impiantistica. Negli ultimi anni abbiamo promosso battaglie e ricorsi dalla parte dei contribuenti, oggi vogliamo inaugurare una nuova stagione del ciclo dei rifiuti, in una città dove da poco è iniziata una raccolta differenziata che non funziona e dove persistono le solite problematiche legate all’inquinamento, dal Canale Lagrimaro alla zona dell’interporto. Oltre a questo concentreremo la nostra attenzione sulle politiche di welfare e sulla sicurezza della città. Sogno una Cerignola più verde dove non si verifichi mai più l’eradicazione di oltre 1500 alberi avvenuta in soli 4 anni e dove il decoro urbano non sia delegato a logiche privatistiche.

Incandidabilità di Metta. Il sindaco uscente non ha ancora avuto un responso in merito alla possibilità di concorrere alle prossime elezioni. Lei ritiene che possa uscirne rafforzato da tutto questo, qualora potesse ricandidarsi?
Poniamo il caso che la sentenza dell’ultimo grado di giudizio possa giungere dopo una vittoria di Metta alle prossime elezioni, quest’ultimo sarebbe costretto a dimettersi di nuovo, lasciando la città ancora una volta nell’incertezza. Io non credo che tutto quello che è accaduto a Cerignola nel periodo del commissariamento del Comune possa aver giovato in termini di popolarità al sindaco uscente. Credo che una larga parte di quel ceto medio cerignolano che lo ha appoggiato sei anni fa sia ormai uscito dai suoi radar. Questo perché, oltre alla crisi istituzionale, vi è stata la crisi pandemica che ha stravolto le carte in tavola e distratto totalmente la popolazione dalle vicende politiche. Noi però, al netto del fatto che possa o non possa candidarsi Franco Metta, non vogliamo impostare una campagna elettorale contro qualcuno. Vogliamo fare il nostro percorso dando un’alternativa a ciò che è stato, ma guardando serenamente al futuro.

Come giudica l’esperienza del Commissariamento del Comune di Cerignola? E’ cambiato qualcosa in questi mesi?
Ormai esiste un’ampia giurisprudenza che dimostra quanto queste esperienza non siano in grado di cambiare le cose. I commissari sono piombati nella nostra città, senza conoscere niente e nessuno, non ci si poteva aspettare che cambiassero immediatamente le cose. Tutto questo processo di adattamento è stato reso ancora più difficile a causa dell’avvicendamento che c’è stato tra i commissari incaricati. Io personalmente credo che un commissariamento non sia la panacea di tutti i mali, sia piuttosto un periodo utile a ripartire da zero, a riposizionarsi sui blocchi di partenza. I commissari che hanno operato a Cerignola avrebbero potuto fare meglio soprattutto per ciò che concerne le procedure di spoil system dei dirigenti, invece è rimasto tutto pressoché invariato. Per questo motivo posso dire che a Cerignola anche lo Stato ha fallito. La sospensione della politica e quindi della democrazia non può far cambiare il volto di una città.

Parliamo di alleanze, alcune forze politiche hanno già dichiarato di sostenerla. Ce ne sono altre con le quali state parlando? Quale mossa si attende dai suoi ex compagni del Partito Democratico di Cerignola?
Non mi aspetto nulla dal Partito Democratico. Un mese fa abbiamo aperto un tavolo di confronto con tutte le forze che si riconoscono nel centrosinistra ma questo tavolo è saltato perché anche in questo caso si parlava soltanto di poltrone. Noi, piuttosto, eravamo alla ricerca di un metodo. Per quanto mi riguarda la porta rimane sempre aperta, ma in questo momento le strade sono differenti. Sugli altri fronti, in particolar modo in quello del centrodestra, vedo tanta confusione. Sembrano tutti in attesa di sapere se Metta potrà ricandidarsi per poi prendere le contromisure. Ma credo che questo sia un atteggiamento controproducente.

Ultima domanda. Come è cambiato Tommaso Sgarro negli ultimi sei anni? E come è cambiata Cerignola?
Tommaso Sgarro ha un po’ di barba bianca in più, ma soprattutto ha le idee più chiare sulle cose che non vanno nella nostra città. Cerignola è una città che ha perso totalmente fiducia in sé stessa. Sembra non avere più voglia di reagire, ma credo che in cuor suo serbi ancora una voglia di dimostrare tutta la sua grandezza. In fondo, dopo ogni crisi c’è sempre una ripartenza.



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