Una sfida che ha fatto il giro del mondo e ha portato alla decodifica della “Tavistock letter” di Charles Dickens è il cuore del progetto, targato Università di Foggia e University of Leicester, che ha vinto il Times Higher Education Award 2022. “In breve, abbiamo scoperto una nuova lettera di Charles Dickens, il grande romanziere inglese dell’Ottocento tramite la trascrizione della sua stenografia misteriosa. Ma la trascrizione non l’abbiamo fatta noi, l’ha fatto il pubblico. Noi abbiamo solo facilitato l’operazione.” Aveva già spiegato il prof. Hugo Bowles, responsabile per l’Unifg del progetto, quando la lettera è stata decodificata.

Già a Febbraio la notizia della scoperta era apparsa sulla prima pagina del New York Times e su alcune delle principali testate internazionali. Oggi l’importante lavoro svolto ha ricevuto ulteriore fondamentale riconoscimento: un premio, il Times Higher Education Award, che è considerato il premio più prestigioso nel panorama della ricerca scientifica del Regno Unito. 

Il progetto “The Dickens Code”, finanziato dall’Arts and Humanities Research Council (AHRC) e guidato dalla dott.ssa Claire Wood della School of Arts dell’Università di Leicester in collaborazione con il professor Hugo Bowles dell’Università di Foggia, è stato premiato per l’anno 2022 come progetto di ricerca dell’anno: arti, scienze umane e scienze sociali.

“È una testimonianza sia del duraturo interesse globale per la vita e le opere di Dickens, sia degli sforzi dei nostri Dickens Decoders, che hanno affrontato le sfide della misteriosa stenografia di Dickens con tanta immaginazione e tenacia. Dimostra anche il potere della collaborazione internazionale e interdisciplinare e i benefici del coinvolgimento del pubblico – il cosidetto “public engagement” – per risolvere complesse questioni di ricerca” – Hanno dichiarato i proff Bowles e Wood– “Vorremmo ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto il progetto, compresi i membri della nostra rete accademica, i nostri musei e biblioteche partner e i nostri follower in tutto il mondo. Ringraziamo in particolare the Arts and Humanities Research Council del Regno Unito che ha finanziato il progetto. Invitiamo tutti ad aderire al progetto. C’è ancora molto da scoprire e decifrare!”

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