Ha inizio con la celebre serata teatrale del venerdì sera l’undicesima edizione di Colloquia, promossa dalla Fondazione Monti Uniti di Foggia che quest’anno celebra 25 anni di attività sul territorio. Il fil rouge dell’edizione 2019 è “La siepe e l’infinito”, chiara ispirazione ad una celebre lirica leopardiana, che si avvale di un notevole parterre di ospiti che rappresenteranno, come scrive lo stesso Aldo Ligustro, presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia “le più diverse competenze e sensibilità, da quella umanista a quella scientifica e religiosa: il poeta Davide Rondoni, il “direttore” Ezio Mauro, la filosofa Donatella Di Cesare, il presidente emerito della Corte costituzionale ed ex Ministro, Giovanni Maria Flick, il fisico responsabile del gruppo italiano di ricerca sulla materia oscura, Paolo Gorla, ed il biblista, con un brillante passato da scienziato, padre Ernesto della Corte, moderati dalla voce radiofonica per eccellenza, il giornalista Giorgio Zanchini“.


Gli illustri ospiti pertanto affronteranno tematiche importanti come il senso della barriera, i limiti e le opportunità rappresentate dagli ostacoli, in contrapposizione ai concetti di intimità e a quel senso di vuoto e smarrimento che spesso accompagnano l’animo umano. Ad inaugurare la prima serata (il cui ricavato è stato interamente devoluto in beneficenza in favore del dormitorio per i senza fissa dimora, istituito presso la parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori) non può che essere Roberto Vecchioni con il suo “Infinito tour”, che richiama non solo dal nome queste tematiche ma anche nei contenuti.

Il cantautore lombardo sottolinea sin dall’inizio proprio l’importanza di “non chiudersi nel proprio micromondo, nei propri confini, perché l’altro ci fa paura, perché è più semplice restare nella propria intimità, evitando di affrontare il mondo e la vita che è fatta di tante cose negative ma anche di emozioni positive come l’amore”. Vecchioni non ha sicuramente bisogno di presentazioni è un cantautore ma non solo, un docente, uno scrittore, un uomo di cultura, un uomo che è stato capace di scrivere testi 40 anni fa e cantarli oggi senza che neanche una virgola risulti mai anacronistica.

Durante la serata si sono susseguiti brani del nuovo album come Ti insegnerò a volare, L’Infinito, alternati ai più grandi successi come Luci a San Siro, Chiamami ancora amore e come ultimo brano il suo grande successo dell’estate ’77 Samarcanda, che ha travolto il pubblico con il suo ritmo e le sue parole immortali e conquistato applausi e standing ovation. Il successo dell’evento è stato dovuto non solo agli splendidi lavori musicali ma anche e soprattutto alla Bellezza umana che egli racchiude, all’entusiasmo per la vita in ogni suo aspetto, per i momenti di riflessione che non sono mai mancati su tematiche come l’amore ma non solo, sulla morte, sul rapporto genitori-figli, sulle nuove generazioni (con la splendida esecuzione di Sogna ragazzo sogna). Possiamo dire che, anche se per la durata di uno spettacolo, Vecchioni abbia rappresentato quel Mercante di luce di cui egli stesso parla in un suo libro e possiamo racchiudere il messaggio della serata proprio con una citazione di questo splendido testo: “non importa quanto si vive, ma con quanta luce dentro”.



Il prossimo appuntamento nell’ambito di Colloquia è oggi pomeriggio presso l’auditorium Camera di Commercio di Foggia alle ore 17:00 con Davide Rondoni, Paolo Gorla e Donatella Di Cesare, modera Giorgio Zanchini.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO