Antonio Gramsci è stato, nel corso del ‘900, uno dei più grandi intellettuali che l’Italia abbia mai avuto. Purtroppo, però, nel corso della storia ha dovuto subire vari tradimenti commessi proprio da chi lo doveva difendere. Tradimenti causati proprio dalla pericolosità della sua coerenza intellettuale. Uno dei primi, e gravi, tradimenti fu quello del Pci: proprio perché Gramsci poteva essere da ostacolo, per quanto riguarda i rapporti tra il Pci e Stalin, si decise di farlo rimanere in carcere dimenticato da tutti. Alcuni anni dopo la sua morte, lo stesso autore riavrà la sua rivincita all’interno del campo letterario proprio con il successo delle sue opere, ancora oggi tra le più lette e dibattute.

Il secondo tradimento riguarda proprio il suo giornale, l’Unità. Come ben sappiamo, fu fondato nel 1924 proprio dallo stesso intellettuale. Gramsci a tal proposito diceva: “Il giornale non dovrà avere alcuna indicazione di partito. Dovrà essere un giornale di sinistra. Io propongo come titolo l’Unità puro e semplice che sarà un significato per gli operai e avrà un significato più generale”. Quindi un giornale che non diventi mezzo di propaganda per il partito. Purtroppo, come ben sappiamo, nel 2014 il giornale di Antonio Gramsci, improvvisamente, chiude. Chiude proprio a causa di alcuni debiti. Anche in questo caso chi doveva difenderlo, volta le spalle. Il Partito Democratico non impedisce assolutamente la chiusura della redazione. Anzi, dopo qualche anno decide di far riaprire i “battenti” e decide di trasformare questo giornale in uno dei peggiori d’Italia. Con l’intento di mistificare alcune verità in favore del proprio partito. Anche in questo caso, come possiamo notare, Gramsci viene tradito per la seconda volta.

Ma non basta: Gramsci è stato tradito anche una terza volta. Nel giorno del suo anniversario di morte, il 27 aprile, il Partito Democratico (quel partito che all’interno della sua sede nazionale ha quadri di Antonio Gramsci) decide di non rendergli onore in alcun modo. Una dimenticanza grave oppure una dimenticanza coerente con idee e politiche, attuate dallo stesso PD, che ormai non hanno più nulla a che fare né con Gramsci né con le sue radici?

 

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