Messo a punto dal Dipartimento Nefro-Urologico dell’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Foggia (precisamente dall’équipe coordinata dai proff. Luigi Cormio e Giuseppe Carrieri), è stato sviluppato il primo calcolatore italiano on line in grado di stabilire il rischio – relativamente ad un paziente maschio e adulto – di contrarre il carcinoma della prostata. Un’invenzione segnalata anche dalla rivista scientifica internazionale Frontiers in Oncology (https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fonc.2018.00438/full).



«È noto che il PSA, ovvero il marcatore del tumore della prostata – argomenta il prof. Luigi Cormio, responsabile della Struttura di Endourologia presso il Dipartimento Nefro-Urologico dell’Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia nonché professore associato di Urologia al Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Foggia –, può essere aumentato non solo in caso di tumore della prostata ma anche in caso di infiammazione della prostata o di ipertrofia prostatica benigna, ovvero l’aumento di volume dell’organo che porta a problemi nella minzione. Era, quindi, molto importante avere a disposizione un calcolatore che, immettendo parametri clinici facilmente rilevabili durante la visita urologica, consentisse di predire il rischio del paziente di avere un carcinoma della prostata».

Il calcolatore sviluppato dall’Università di Foggia e dall’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, se venisse ufficialmente riconosciuto affiancherebbe gli altri due calcolatori on line comunemente utilizzati: ovvero il PCPT calculator, sviluppato negli Stati Uniti e disponibile sul sito dell’Università del Texas (USA); e lo SWOP calculator, nato dalla collaborazione di 8 centri europei e sviluppato dall’Università di Rotterdam (Olanda). La novità del calcolatore foggiano, accessibile direttamente da internet digitando sui motori di ricerca «Foggia prostate cancer risk calculator» (http://www.foggiaprostatecancerriskcalculator.com/), è rappresentata dall’introduzione tra i parametri di calcolo del residuo post-minzione, comunemente misurato durante la visita urologica. «Il calcolatore foggiano – aggiunge il prof. Giuseppe Carrieri, direttore del Dipartimento Nefro-Urologico nonché professore ordinario di Urologia al Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Foggia – è stato sviluppato su una popolazione di circa 3500 pazienti sottoposti a biopsia prostatica presso la nostra struttura (il riferimento è all’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, NdR) e completa nel modo migliore una serie di studi condotti dal nostro gruppo di lavoro in questo campo, tutti risultati in pubblicazioni in prestigiose riviste scientifiche internazionali».

Il gruppo di ricerca coordinato dai proff. Cormio e Carrieri ha infatti messo a punto una nuova tecnica di anestesia per la biopsia prostatica basata sull’utilizzo di creme piuttosto che di fastidiose iniezioni endorettali, un nuovo e più affidabile schema bioptico, e l’uso routinario dell’uroflussimetria e del residuo urinario post-minzione nel porre indicazione alla biopsia prostatica. L’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, inoltre, è il primo centro Pugliese che si è dotato della biopsia prostatica “fusion” cioè basata sulla combinazione delle immagini della ecografia e della risonanza magnetica multiparametrica della prostata, è rapidamente divenuto un centro ad alto volume per la chirurgia robotica del carcinoma della prostata ed è da anni centro leader nazionale per la crioterapia del carcinoma della prostata. «Il carcinoma della prostata – conclude il prof. Cormio – è il tumore più frequente tra i maschi, costituendo quindi un importante problema sanitario e sociale. Grazie ai continui miglioramenti diagnostico-terapeutici siamo riusciti, negli ultimi venti anni, ad ottenere una costante progressiva riduzione della mortalità per questo tumore che, tuttavia, resta la terza causa di morte per neoplasia nel maschio. I calcolatori di rischio sono strumenti che hanno dimostrato di avvicinare i pazienti a questa problematica e di facilitare il medico nel porre corretta indicazione alla biopsia prostatica. Attualmente stiamo valutando se il grado di infiammazione prostatica che riscontriamo nelle biopsie può aiutarci a predire i tumori più aggressivi che, quindi, necessitano di trattamenti più aggressivi».



Lo sviluppo del calcolatore – al cui processo di validazione hanno partecipato anche ricercatori dell’Università di Chieti, proff. Luigi Schips e Luca Cindolo, il e dr. Michele Marchioni – rappresenterebbe un importante traguardo dell’Università di Foggia nel campo della cosiddetta “medicina di precisione”, quella frontiera della scienza che cerca di attribuire ad ogni singolo paziente il rischio di avere una determinata malattia o la possibilità di risposta ai trattamenti disponibili. Al team del Policlinico di Foggia, come detto coordinato dai proff. Cormio e Carrieri e costituito dai ricercatori proff. Francesco Troiano, Giuseppe Di Fino, Vito Mancini, Ugo Falagario, Oscar Selvaggio, Francesca Sanguedolce e Francesca Fortunato, in attesa dei riconoscimenti scientifici ufficiali sono andate le congratulazioni del Rettore dell’Università di Foggia, prof. Maurizio Ricci; del Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, dott. Vitangelo Dattoli; dei direttori dei Dipartimenti di area medica, ovvero prof. Lorenzo Lo Muzio (Medicina clinica e sperimentale) e prof.ssa Maria Pia Foschino (Scienze mediche e chirurgiche).

Comunicato Stampa UNIFG

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