Mentre il sistema dell’emergenza-urgenza è chiaramente concentrato sul Coronavirus, gli incidenti – insieme a tante altre cose imponderabili – continuano ad accadere. Poteva avere un epilogo sicuramente peggiore quello capitato ad un agricoltore di Orta Nova lo scorso venerdì 17 aprile. Infatti, se non fosse stato per il pronto intervento della Pubblica Assistenza 118 Croce Ble di Ascoli Satriano probabilmente il malcapitato 44enne non ce l’avrebbe fatta. Tra i primi ad arrivare sul posto c’era Roberto Caione (37 anni), autista soccorritore del 118 e studente di infermieristica che racconta a Il Megafono le fasi di quel concitato intervento.

“Siamo stati allertati intorno alle 13:00 dalla Centrale Operativa 118” – spiega Caione nell’intervista. “L’operatore, secondo le prime informazioni fornite, ci ha parlato di un codice rosso per un trauma da strada. Sapevamo soltanto che il ferito era un bracciante agricolo e che probabilmente si era ribaltato con il suo mezzo”.

L’ambulanza si mette in strada immediatamente. Da Ascoli Satriano deve raggiungere Orta Nova. La chiamata all’associazione ascolana è giunta come seconda istanza, poiché in quel momento così concitato le altre ambulanze erano tutte impegnate. E così, in attesa di essere raggiunto da altri mezzi con medici e infermieri in un’auto medica, Roberto parte da solo per un tragitto di 20 minuti, verso una località che l’autista soccorritore fortunatamente conosce e sa raggiungere.

“Arrivo sul posto e in lontananza vedo delle persone che mi fanno cenno di entrare in un tratturo” – continua Roberto – “sul posto c’erano già i Carabinieri e altre persone. Appena scorgo il ferito la scena che si presenta davanti a me è agghiacciante”. Qui Roberto ha incontrato l’uomo rimasto incastrato con un arto sotto la fresa del suo trattore. Perdeva sangue e aveva paura. Il soccorritore inizialmente ha cercato di capire se fosse possibile estrarre il paziente, ma dopo poco ha capito che sarebbe stato necessario l’ausilio dei Vigili del Fuoco.

“Il ferito mi guardava fisso negli occhi – ricorda il soccorritore – era stanco, non riusciva più a stare in quella posizione. Alternava momenti di lucidità a momenti di sconforto, mi ripeteva continuamente ‘sto morendo’. Io gli ho stretto la mano, gli ho urlato resta sveglio, ho attaccato l’ossigeno, ho preso i parametri vitali e ho atteso i pompieri al suo fianco”.

Con l’arrivo dei vigili del fuoco il ferito è stato poi estratto dal macchinario agricolo che lo aveva travolto, mentre nel frattempo erano giunte sul posto anche altre ambulanze, con personale medico e sanitario. Una volta trasportato all’ospedale il malcapitato agricoltore ha dovuto subire l’amputazione del braccio, ma per fortuna le sue condizioni sono stabili e il pericolo di vita è stato scongiurato. Quei momenti di attesa, di vicinanza e di sostegno psicologico, in quel fondo agricolo di Via Tratturo Incoronata luogo dello sfortunato incidente, resteranno per sempre, sia nella mente dell’agricoltore ortese che tra i ricordi di Roberto: “Non potrò mai dimenticare gli occhi impauriti della persona ferita” – conclude il soccorritore.

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