Metti una serata di inizio autunno, metti il traffico come al solito congestionato, con gli unici tratti a scorrimento rapido osservati dagli occhi “indiscreti” degli autovelox che impongono i 35 km/h; metti che la filantropia e l’inciviltà spesso si mescolino in favore di opere destinate a valicare i confini cittadini ma, al contempo, a trovare approvazione tra i contribuenti tartassati dalle tasse; e allora è possibile che si verifichi quanto accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, a Cerignola.

Si è trattato di una vera e propria “spedizione punitiva” perpetrata ai danni delle colonnine Velo-Ok, messe in funzione di recente su alcune strade cittadine della città ofantina, su disposizione dell’Amministrazione Comunale. Le immagini delle apparecchiature nuove di zecca, rimosse da ignoti dalle banchine sulle quali erano stato posizionate e successivamente buttate nei cassonetti, hanno fatto il giro del web, addirittura trovando menzione su alcune pagine satiriche di tiratura nazionale. Tante le segnalazioni viaggiate via etere e postate proprio dagli stessi cittadini, i quali hanno catturato immagini raffiguranti autovelox coperti all’altezza della cella fotografica, altri divelti e posizionati nei luoghi più assurdi e impensabili.

Netta è stata la reazione istituzionale del sindaco Franco Metta che tanto ci aveva creduto – e ci crede ancora – nel fatto che la misura possa servire ad educare gli automobilisti scapestrati della sua città verso il rispetto delle regole del codice della strada. “Atti incivili, illegali, che saranno perseguiti infallibilmente” – tuona il sindaco cicognino sui social network. “Mi spiace per gli imprenditori che hanno investito in Cerignola e subiranno il conseguente danno economico. Quel che è certo è che non ci fermeranno. Per il progresso civile di Cerignola, tutto sarà ripristinato con pubbliche cerimonie”.

Eppure le 10 colonnine per la rilevazione elettronica della velocità erano state accolte come la panacea di tutti i mali e volute fortemente all’interno del piano formulato dall’amministrazione per il controllo del traffico veicolare, lo stesso che dovrebbe prevedere la predisposizione di barriere ZTL, controllate da telecamere poste sulla pubblica illuminazione – quelle certamente più difficili da rimuovere. Mentre il comando della Polizia Municipale, coadiuvato dalle forze di Polizia, pare sia già sulle tracce dei teppisti, si riaccende la polemica tra la maggioranza e l’opposizione che aveva sin dall’inizio stigmatizzato questa scelta, a loro modo di vedere, approvata “più per esigenze di cassa, che per la reale volontà di sensibilizzare i cittadini al rispetto del codice della strada”.

“I cattivi maestri dell’opposizione – riferisce il sindaco senza mezzi termini – sono i responsabili morali degli atti di teppismo ai danni degli autovelox installati in città”.

La critica si era mossa su argomentazioni ben precise, riportate dal consigliere d’opposizione Mario Rendine, in un suo comunicato ufficiale. “Cittadini sempre più tartassati – aveva spiegato Rendine – ma l’insicurezza rimane. A me sembra evidente che l’unico obiettivo sia quello di fare sempre e solo soldi, sulle spalle dei cittadini di Cerignola, senza realmente preoccuparsi delle vere condizioni della viabilità cittadina”.

Dopo aver specificato che le colonnine non sarebbero rimaste attive in contemporanea, lo stesso consigliere capogruppo per “Sgarro sindaco” ha sottolineato tutte le possibili argomentazioni sulle quali i cittadini colpiti dalle sanzioni amministrative avrebbero potuto fare ricorso. Ma si sa, i ricorsi sono sempre più onerosi per via delle spese legali e poi non è detto che sia facile riuscire ad aggiudicarsi la ragione sulla revoca delle multe, e allora forse – così avranno pensato i teppisti – meglio agire in maniera meschina per evitare di incappare in qualche sanzione. Ma al di là del batti e ribatti tra le compagini politiche, poi c’è la voce del popolo che in maggioranza sembra essersi schierato dalla parte di chi ha compiuto il “folle” gesto, durante la notte, un vero e proprio “raid” che ha messo Ko qualche autovelox e una certa dose di civiltà.

 

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