L’ultima ordinanza del Tar Puglia ha richiesto al Comune di Orta Nova di motivare a dovere la volontà di delocalizzare il mercato, spostandolo dall’attuale sede di Corso Lenoci. Il giudizio è stato avviato su istanza di alcuni commercianti che abitualmente prendono parte all’allestimento settimanale, gli stessi che vogliono farlo rimanere sulla medesima arteria dove si tiene da anni.

“Il nostro ricorso è stato presentato perché a nostro parere il mercato potrebbe essere messo a norma sull’attuale area”.

In questi termini si è espresso Lello Riontino, professione commerciante e mente organizzativa del ricorso al Tar contro la delocalizzazione del mercato di Orta Nova. E’ stato lui a riunire le firme di tanti altri espositori. Lui, come altri, sin dalle prime riunioni in comune, ha sempre osteggiato la scelta di delocalizzare il mercato su Via D’Angiò fino a quando, in seguito ad una colletta con altri colleghi commercianti, ha guidato la presentazione di un ricorso al TAR che, di recente, ha dato loro ragione.

“Abbiamo preparato un progetto davvero certosino – continua Riontino – fatto da un architetto di Cerignola, rispettando punto per punto tutto quello che richiede la nuova normativa. Nello specifico abbiamo trovato la soluzione per liberare tutte le traverse di via Lenoci, prolungando il mercato su Via Gronchi e distanziando tutte le baracche di due metri dalle case e dagli esercizi commerciali, in modo da lasciare il passaggio. Abbiamo dislocato bagni chimici lungo tutta l’area ed individuato tutte le zone per i parcheggi”.

Secondo quanto riportato dagli stessi venditori ambulanti, il progetto alternativo presentato al comune non sarebbe stato nemmeno preso in considerazione, con motivazioni di fondo che vanno ricercate verosimilmente nella possibilità di attingere dai fondi europei, soltanto qualora il mercato sia spostato dall’attuale sede.

“Ovviamente mettere a norma il mercato nell’attuale area – sottolinea Riontino – non permetterebbe loro di attingere ai fondi regionali ed europei, pari a € 200.000, mentre il TAR che ha visionato il nostro progetto e la nostra relazione ha dato ragione a noi ed ha deliberato la sospensione della delibera comunale che precedeva la delocalizzazione del mercato”.

Mentre i cittadini continuano ad invocare un referendum popolare per mettere fine alla diatriba , si scopre che a muovere la protesta non sia stata soltanto “una minoranza” di commercianti, come a più riprese ha sottolineato l’assessore Attino.

“Io ho personalmente raccolto le firme ed i soldi per il ricorso – racconta Riontino – e su più di 180 titolari di posto, almeno 160 (arrotondando per difetto) hanno firmato e partecipato, al contrario di quanto ne dica l’assessore”. Ma quali sono le motivazioni per le quali volete continuare ad allestire il mercato su Corso Lenoci? “Perché è una zona centrale, facilmente accessibile per tutti, non solo per gli automuniti” – conclude Riontino. “Perché siamo protetti dalle intemperie dai palazzi ed anche se ultimamente non siamo riusciti a lavorare, i mercati persi durante tutto l’anno sono davvero minimi rispetto a quelli persi in altre città dove i mercati sono in periferia. Il nostro settore sta già affrontando una  situazione critica, non possiamo rischiare di peggiorarla”.

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