La Segreteria Fast Confsal esprime soddisfazione sulle percentuali di adesione in Puglia allo sciopero nazionale del personale di Trenitalia Spa (equipaggi, biglietterie, uffici e manutenzione) indetto dalle OO.SS. Nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil. Ugl-Ferr, Fast-Confsal e Orsa al quale si è aggiunto localmente quello di Fast-Confsal unitamente a Filt-Cgil Fit-Cisl Uilt-Uil (senza UGL e ORSA) con oltre 85% di adesione per l’OMC ML Foggia, a causa della “incomprensibile e contradditoria riduzione del budget precedentemente assegnato per il 2023, fatto da Direzione Tecnica, di circa 68.000 ore pari a 45 addetti/anno, di fatto spostato ad altri impianti del centro-nord in Umbria, Emilia Romagna e Lombardia”.

“Scelta scellerata, fuori da una corretta logica aziendale che invece di avere come obiettivi prioritari: la produttività, l’ottimizzazione infrastrutturale e l’economia di scala, la valorizzazione professionale, la cautela di spesa negli investimenti e nelle spese correnti, risulta essere antieconomica e contraddittoria in termini di riequilibri territoriali delle risorse umane impiagate e degli investimenti effettuati e da fare. Non si comprende affatto inoltre perché accada tutto ciò – afferma Pasquale Cataneo segretario regionale di Puglia e Basilicata – in quanto le attuali lavorazioni presso l’O.M.C. foggiana sono svolte, da anni, da maestranze professionalizzate e certificate, con competenze e capacità accertate e con un bacino già pronto, per stessa asserzione aziendale, di potenziali ulteriori risorse da assumere a Foggia atte a compensare le fuoriuscite, finora non compensate, e a poter fornire, attraverso il supporto in loco dell’esperto personale in servizio, tutto il necessario apporto lavorativo per le programmate 68.000 ore.”

Tra le questioni poste dai sindacati pugliesi c’è anche la questione relativa alla cd. Clausola di Salvaguardia, introdotta nel 2016 ma meglio specificata con le leggi di bilancio 2019 e 2020, che prevede per le Amministrazioni centrali e i Ministeri ma anche per società pubbliche come RFI e ANAS che vi siano per le risorse ordinarie in conto capitale almeno il 34% investito nel Mezzogiorno.
“Da una nostra analisi su dati aziendali ci risulta che la Direzione Tecnica di Trenitalia Spa ha investito nello scorso decennio (2011-2020), pur essendo di azienda facente parte, come RFI e ANAS, del Gruppo FSI spa interamente partecipata con capitale pubblico (MEF 100% azioni), molto meno nel Mezzogiorno per gli investimenti in conto capitale negli impianti di manutenzione ciclica come le OMC e anche per la manutenzione corrente – sottolinea il sindacalista autonomo della FAST- e a quanto pare l’azienda sta proseguendo in tale iniqua direzione atteso che continua a non investire E e quindi a non riequilibrare sia il disavanzo precedente che, per esempio con gli ulteriori oltre 20 mln di euro previsti a Foligno(PG), aumentando i divari tra macroaree territoriali anche nell’attuale periodo (2021-2023). E ciò fa il paio con lo spostamento di lavoro e di nuove assunzioni dove il tasso di disoccupazione è circa tre volte meno rispetto a quello della provincia di Foggia e cioè a Foligno (PG), Voghera(PV) e Rimini(RN) con la beffa di dover professionalizzare anche tale personale…”

La Fast-Confsal di Puglia e Basilicata informa inoltre che “resta in attesa di una convocazione del signor Prefetto di Foggia, il quale attende che le altre OO.SS. coinvolte nella vertenza locale, cioè le segeretrie Filt-Cigl Fit-Cisl e Uilt-Uil di Puglia, accolgano l’opportunità che sia esteso anche a loro il prossimo incontro a seguito richiesta di formale adesione comunicata a mezzo mail giusta nota prefettizia inviata dalla U.T.G. di Foggia del 13 aprile 2023, con l’auspicio che la dirigenza di Trenitalia Spa si renda disponibile al confronto per trovare soluzioni idonee alla vertenza (incomprensibilmente l’azienda finora si è sottratta al confronto al tavolo prefettizio sia in data 06 marzo u.s. che il 13 aprile u.s). Uno nostro accorato e rilevante ringraziamento a tutto il personale scioperante e alle loro famiglie perché sappiamo quanto uno sciopero incida, soprattutto oggi, sul bilancio familiare”.

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