Anche quest’anno niente fiori e candele per i defunti sepolti nell’antico convento di San Bernardino nel cimitero di Troia. Il grave stato di dissesto strutturale in cui, da decenni, versa l’antichissima torre campanaria ha costretto il Comune, ancora una volta, ad interdire l’accesso all’area circostante e vietare, di fatto, le visite ai defunti tumulati all’interno della struttura attigua, un antico convento utilizzato per la sepoltura sin dal 1862, anno in cui l’intero complesso fu inglobato nel cimitero. Una vicenda che si trascina da decenni, assurta anche agli onori delle cronache nazionali attraverso un servizio di Striscia la Notizia del settembre 2016. Gli interventi di puntellatura delle finestre sommitali e di cerchiatura della costruzione con cavi di acciaio, fatti eseguire dalla Soprintendenza nel 2015, non sono stati sufficienti a renderla sicura. Il rischio strutturale che presenta la torre non ha più permesso la riapertura dell’area circostante e l’accesso alle tombe.

Il Comune di Troia sta percorrendo tutte le strade possibili per arrivare ad una soluzione, ma il costante impegno sia sul fronte amministrativo che tecnico continua a rimbalzare contro un muro di gomma: il silenzio della Soprintendenza. Dopo una lunga serie di richieste, sollecitazioni e incontri (l’ultimo risale al dicembre 2019) finalmente il Comune riesce ad ottenere un sopralluogo da parte dell’ente. Il 7 febbraio scorso, l’architetto Sara Orabona, funzionario della Soprintendenza, accompagnata dall’ingegnere dell’ufficio tecnico del Comune di Troia, Matteo Palumbo e dalla vicesindaco, Antonietta Capozzo, effettua una ricognizione tecnica. Una giornata storica, poiché il funzionario comunica la disponibilità a procedere con un intervento di messa in sicurezza della torre campanaria attraverso lavori di somma urgenza.

Una procedura, quella della somma urgenza, indicata dal Ministero dell’Interno con specifica nota del 17 gennaio del 2020, interpellato dal Comune di Troia proprio per sollecitare la Soprintendenza. Per permettere l’immediato avvio dei lavori, l’Ufficio tecnico del Comune accelera i tempi, ed invia all’ente una dettagliata relazione elaborata da un ingegnere strutturista. Ma ancora una volta tutto si arena. Dopo una attesa durata tre mesi, il Prefetto di Foggia, su richiesta del Comune di Troia, sollecita la Soprintendenza a comunicare, con urgenza, le determinazioni assunte in merito alla torre della chiesa di San Bernardino. Oggi, a distanza di cinque mesi dal richiamo del Prefetto, si è ancora in attesa di una risposta. Sulla vicenda l’ente preposto a tutelare e valorizzare i beni culturali, sembra abbia volutamente calato una cappa di silenzio, lasciando cadere nel vuoto le richieste e la relazione tecnica del Comune di Troia, la nota del Ministero dell’Interno e il sollecito della Prefettura di Foggia.

“Abbiamo sperato, ma evidentemente invano, in un celere intervento da parte della Soprintendenza” dice il sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri. “Abbiamo confidato, vanamente, nella professionalità, nell’etica e nella sensibilità dei funzionari. Mai avrei pensato che si potesse arrivare a tanto. Il silenzio della Soprintendenza è di assoluta gravità. La Soprintendente, già informata della delicatissima situazione con sopralluogo da parte della propria funzionaria incaricata, contravviene a quanto previsto dai compiti istituzionali contemplati nel Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici, oltre che ledere il diritto di culto di tanti cittadini che, anche quest’anno, hanno dovuto rinunciare a far visita ai congiunti sepolti nell’antico convento di San Bernardino. E’ una vicenda – sottolinea Cavalieri – che deve trovare, immediatamente, la giusta soluzione, in caso contrario sarò costretto ad avviare azioni legali nei confronti della Soprintendenza per mancata ottemperanza a precise disposizioni ministeriali mirate alla salvaguardia della pubblica incolumità e alla tutela di un bene culturale”.

FONTE: LO STRUSCIO.CLOUD



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