Nel pomeriggio di oggi, ad Ordona, si sarebbero dovuti tenere i funerali della signora Luigia Iafolla, di anni 79, deceduta a San Giovanni Rotondo nella serata di ieri, giovedì 30 maggio. Ma la Procura della Repubblica di Foggia ha disposto il sequestro della salma e quindi la sospensione delle esequie, per consentire al medico legale di effettuare un’autopsia sul corpo, così come richiesto dalla famiglia e dal legale.


La vicenda della signora Gina è stata raccontata dalla nostra testata all’indomani del grave episodio accaduto lo scorso 20 gennaio all’interno della RSSA di Troia. Qui l’anziana signora, ricoverata per lenire gli effetti dell’alzhaimer, ha subito un’aggressione con una spranga di ferro per mano di un altro paziente della struttura. La signora, in seguito all’accaduto, riportò ferite importanti sul viso e su tutto il corpo, fino a perdere l’uso di un occhio.

Da questo avvenimento è iniziato un vero e proprio calvario per la famiglia che ha assistito la donna durante i suoi spostamenti tra gli ospedali Riuniti di Foggia, Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e la clinica di riabilitazione “Madonna della Libera” di Rodi Garganico. Durante le cure è stato difficile anche consentire alla signora di alimentarsi. Tanti sono stati gli interventi effettuati e gli spostamenti da reparto a reparto per cercare di recuperare una situazione mai del tutto rientrata.

Sin dal primo momento la famiglia ha voluto vederci chiaro sulla vicenda, sporgendo denuncia e affidando l’incarico legale all’avvocato Serafina Stella. Ma proprio quando dal punto di vista medico la situazione sembrava essere stazionaria, la famiglia ha ricevuto la triste notizia del decesso. Al Megafono dei Cinque Reali Siti, il figlio Enzo Di Felice racconta il drammatico epilogo della vicenda:



“Non ho avuto modo di versare delle lacrime sulla bara di mia madre” – spiega Di Felice – “perché la Magistratura ha accolto la nostra richiesta e ha bloccato tutto. Vogliono vederci chiaro e capire se esiste o meno un nesso causale tra il decesso e l’aggressione subita. Lo sconforto per non aver potuto celebrare i funerali c’è, ma allo stesso tempo abbiamo fiducia nell’operato della Magistratura”.

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