Il treno ad alta velocità (TAV) è una delle infrastrutture più importanti su cui ha puntato l’Italia da tempo. Sono decenni che si lavora alla costruzione di questo sistema e sono dieci anni che i viaggiatori ne utilizzano il servizio. Spesso, i territori hanno visto nel passaggio del TAV un vantaggio. Cosa succede, invece, se una comunità interessata dalla costruzione della nuova linea non viene consultata e le si impone questa scelta? Claudio Calia, nel suo “Dossier TAV”, già dal sottotitolo – “Una questione democratica” – ci porta al cuore del problema: può un’opera, per quanto importante, passare sulla testa dei cittadini senza il loro consenso? Può uno Stato utilizzare le forze militari per imprigionare persone che manifestano in modo pacifico e non violento? Claudio Calia per la sua inchiesta utilizza lo strumento del fumetto e, come un cittadino qualunque, cerca informazioni su un tema su cui spesso i nostri media producono molta cattiva informazione. Non mancano i dati sull’infrastruttura e le storie delle persone coinvolte, con racconti anche poco conosciuti. Il libro rappresenta un buon inizio, per informarsi su un argomento tanto complicato quanto controverso.

Se fosse cibo:
Un bicchiere di Genziana, per riscaldarsi e difendersi dal freddo dell’inverno.

Racchiuso in una frase:
Andare in val di Susa, intervistare i manifestanti, intervistare celebrità di passaggio, magari anche intervistare un poliziotto… Sarebbe potuto essere interessante. Ma poi, mi sono chiesto: sono informazioni utili per ricostruire “la verità”? Un manifestante preso a caso mentre taglia una rete può dirmi qualcosa di non noto? Aggiunge qualcosa alla “verità” il punto di vista di un poliziotto, attraverso la sua visiera? (pp. 32-33)

Edizione utilizzata:
Claudio CALIA, Dossier TAV, Becco Giallo, Padova 2019

Dove trovare il libro:

E’ facilmente reperibile sui maggiori librerie e sui principali siti di e-commerce italiani (mondadoristore.itibs.ithoepli.it).

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