Russia, rivolta cosacca di Pugacëv. Un giovane di una famiglia bene viene mandato a fare il militare, un po’ per responsabilizzarlo, un po’ per garantirgli  una posizione. Da qui comincia il viaggio di Grinëv insieme al fido servo Savél’ic, raccontato da Puškin ne “La figlia del capitano”. Il giovane nel suo percorso incontrerà vari personaggi che, tra situazioni assurde e fortuite, lo condurranno alla fortezza di Orenburg, dove presterà servizio militare. Tra questi, un misterioso brigante, l’ufficiale Švabrin e la figlia del capitano Maša. Fra triangoli amorosi, battaglie, fughe, incomprensioni e prigione, il giovane Grinëv crescerà diventando uomo e trovando nell’amore uno dei fondamenti della propria vita. Un racconto che trasporta il lettore in una Russia d’altri tempi in cui le distanze, seppur enormi, erano colmate da un senso di appartenenza tipico di quells cultura. Un testo da leggere oggi, un racconto di formazione e di vita che ci racconta un mondo che non c’è più (o magari è il contrario?).

Se fosse cibo:
Ukhà di lepre: zuppa russa molto apprezzata durante i lunghi e freddi inverni.

Racchiuso in una frase:
Non starò a descrivere la nostra campagna e la fine della guerra. Dirò brevemente che la miseria giunse all’estremo. Attraversavamo villaggi distrutti dai rivoltosi e senza volerlo portavamo via ai poveri abitanti quel poco che erano riusciti a salvare. Il governo era stato rovesciato ovunque: i proprietari si nascondevano nei boschi. Le bande di briganti imperversavano dappertutto; i comandanti dei singoli reparti punivano e graziavano di proprio arbitrio; la situazione di tutto l’esteso territorio in cui era divampato l’incendio era terribile… Dio non voglia che scoppi una rivolta russa, insensata e spietata! (p. 116)

Edizione utilizzata:
Aleksandr PUŠKIN, La figlia del capitano, San Paolo, Alba (CN) 1999.

Dove trovare il libro:

E’ facilmente reperibile in formato cartaceo, come in quello elettronico, nelle maggiori librerie fisiche e online (ibs.ithoepli.itmondadoristore.it)



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